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Altre notizie | 28 maggio 2020, 07:00

La casa di riposo di Mougins annuncia la fine dello stato epidemico

E’ stata il simbolo delle morti nelle strutture per anziane, della strage di una generazione incolpevole. Un insegnamento, un monito: in Francia il 50% dei decessi da Covid 19 avvenuto nelle case di riposo

Mougins, casa di riposo "La Riviera"

Mougins, casa di riposo "La Riviera"

La casa di riposo “La Riviera” di Mougins ha annunciato ieri la fine dello stato epidemico.

E’ stata il simbolo, purtroppo, delle morti degli anziani nelle strutture loro dedicate. Morti avvenute nel silenzio e nella solitudine, lontano dai parenti e dagli affetti.

Anche chi è sopravvissuto a questa autentica strage ha potuto usufruire, quale strumento di comunicazione con i propri cari, solo di tablet e video chiamate e la solitudine, l’ansia, l’angoscia sono cresciute.

Alla Riviera i morti sono stati 40, le polemiche forti, la ricerca di eventuali responsabilità avviata da parte della magistratura.

La Francia ha conosciuto una vera “strage di anziani”: su 28.530 decessi (dati al 27 maggio), ben 14.113 hanno riguardato persone ospitate nelle strutture. Di queste solo 3.778 hanno “esalato l’ultimo respiro” in ospedale, le altre sono decedute nelle case di riposo.

Numeri che “fanno paura”, che indicano la portata di un fenomeno che ha decapitato una generazione che era sopravvissuta alla guerra, che aveva conosciuto la ripresa e la ricostruzione, il boom economico e le trasformazioni digitali.

Una generazione che non era abituata ad alzare bandiera bianca e che è stata costretta a cedere le armi di fronte ad un virus che, spesso anche per gravi responsabilità e carenze organizzative, ha fatto strage proprio nelle strutture create per proteggere le persone più in là negli anni.

L’annuncio che lo stato epidemico, almeno nell’ Ehpad della Costa Azzurra è finito va presa da un lato con sollievo, ma dall’altro deve insegnare molto.

In termini di assunzione di responsabilità, di organizzazione, di capacità di saper affrontare la crisi con la medesima puntualità, con la stessa dedizione, con l’identica professionalità con la quale si è in grado di affrontare altre problematiche, di aiutare ad occupare il tempo libero ed a creare opportunità di svago o anche di gestire i malanni “naturali” dell’età.

A questo le Ehpad erano preparate, ma di fronte alla “novità” del virus le reazioni hanno lasciato molto a desiderare e…le bare hanno cominciato ad accogliere persone anziane, i loro ricordi, la loro memoria, le nostre radici.
 


Beppe Tassone

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