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Ambiente | 14 giugno 2020, 18:00

Costa Azzurra: alla scoperta del territorio. Le Gorges de la Banquière (Video e Foto)

Montecarlonews propone luoghi, itinerari, passeggiate alla scoperta del Dipartimento delle Alpi Marittime. Le foto di questo servizio sono di Danilo Radaelli

Le Gorges de la Banquière, fotografie di Danilo Radaelli

Le Gorges de la Banquière, fotografie di Danilo Radaelli

A circa 6 chilometri da Nizza, appena oltre la Pénétrante, vi è il villaggio di Saint-André dove si trova la Grotta di Saint-André, meta dell’escursione in bicicletta del nostro Danilo Radaelli.

Si tratta di una vera meraviglia della natura: le Gorges de la Banquière sono formate dal piccolo affluente del Paillon.

Due secoli fa, la località si poteva definire “alla moda”, era tra i luoghi turistici più belli della Costa Azzurra con il suo magnifico castello dei Conti di Thaon de Revel, un capolavoro dell'architettura di Nizza del 18 ° secolo, i cui splendidi soffitti decorati competono con le sale più belle del Palais Lascaris a Nizza e le sue grotte rappresentavano la ciliegina sulla torta. 

La Grotta di Saint-André non è in realtà una grotta é semplicemente un ponte formatosi naturalmente.

 

Si tratta di un fenomeno naturale collegato alla presenza, a nord del villaggio, sulle rive del torrente Banquière, di una fonte dalle qualità piuttosto eccezionali: la Fuon Cauda.

Della Fuon Cauda così scrive Jean Polveche, professore di geologia applicata all'Università di Nizza: "Il fiume, o meglio, il torrente, ha scavato la roccia calcarea giurassica risalente a 150 milioni di anni fa ed ha “liberato” delle acque sotterranee, calde, perché scorrevano su rocce silicee e radioattive. Queste acque sotterranee, arrivando all'aria aperta e perdendo il loro biossido di carbonio, depositarono tufi che, con una lenta progressione continua durata migliaia di anni, coprirono il letto del fiume e formarono un ponte naturale, l'unico nel dipartimento, sul quale passa la strada per Tourrette-Levens”.

Come suggerisce il nome, questa sorgente con un flusso ampio ma irregolare è rinomata per il calore delle sue acque in inverno (circa 18 ° C). Inoltre, la Fuon Cauda presenta un contenuto di calcare molto elevato. Così grande che nel corso dei secoli le concrezioni della sorgente hanno finito per attraversare il torrente formando un magnifico ponte naturale.

Il grande poeta Alphonse de Lamartine vi sarebbe giunto, accompagnato da un’amica: si narra che abbia piantato un fico e che sia stato ispirato a comporre alcuni versi:

Ici dans les flancs creux d’un rocher qui surplombe
S’ouvre une grotte obscure, un nid où la colombe aime à gémir d’amour
La vigne, le figuier, les ronces la tapissent
Et les rayons du ciel qui lentement s’y glissent y mesurent le jour
La nuit et la fraîcheur de ces ombres discrètes conservent plus longtemps aux pâles violettes leurs timides couleurs
Une source plaintive en habite la voûte et semble sur vos fronts distiller goutte à goutte des accords et des pleur
s”

Qui sulle pendici vuote di una roccia che sovrasta
Si apre una caverna oscura, un nido in cui alla colomba piace gemere d’amore
La vite, il fico, i rovi la rivestono
E i raggi del cielo che lentamente si insinuano vi misurano il giorno
La notte e la freschezza di queste ombre discrete, conservano più a lungo le violette dai colori timidi
Una fonte lamentosa ne occupa la volta e sembra distillare goccia dopo goccia degli accordi e delle lacrime



Beppe Tassone

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