Business - 15 settembre 2020, 07:00

Sempre più inquilini non pagano l’affitto: che fare?

Le Alpi Marittime registrano un’alta percentuale di morosità. Le strade per evitare la via giudiziaria

Nizza, il Palazzo di Giustizia (foto di  Ghjuvan Pasquale)

Nizza, il Palazzo di Giustizia (foto di Ghjuvan Pasquale)

E’ uno degli effetti della crisi economica scatenata dalla pandemia di Covid 19: a Nizza e nel Dipartimento delle Alpi Marittime il numero di richieste di espulsione degli affittuari, per ragioni di mancato pagamento della pigione, nei primi sette mesi dell’anno si avvicina di molto a quello registrato in il 2019.

Già il Sud Est francese presentava dati “peggiori” rispetto alla media nazionale: 14,6 espulsioni decretate dai tribunali ogni 1000 alloggi dati in affitto, contro 9,6 registrate in tutta la Francia.

Ora la situazione si sta degradando e sono sempre di più i proprietari che devono ricorrere ad un avvocato (con spese notevoli) per innescare un procedimento di espulsione dei propri inquilini non in grado di pagare l’affitto.

Anche i tempi si allungano a dismisura: rinvii delle procedure giudiziarie dovuti al Covid 19, rallentamenti nelle notifiche, il periodo invernale durante il quale è vietato dar corso ad interventi stanno mettendo in difficoltà molti proprietari di alloggi che confidavano, per “aggiustare” la pensione, su un introito aggiuntivo.
Nel 2018 furono 3.034 le decisioni di espulsione pronunciate da un tribunale del Dipartimento delle Alpi Marittime, numero destinato velocemente a crescere, ma con tempi sempre più lunghi.

Che fare?
Il ricorso al tribunale, attraverso un legale, è la strada utilizzata dalla maggior parte delle persone che incappano in questo problema: i costi non sono bassi e il rischio, in ogni caso, di perdere tutti gli arretrati (per insolvibilità del locatario) notevoli.
Un alloggio di due stanze, affitto medio 700 euro, stimando due anni per giungere al termine della procedura, può provocare la perdita (spese di giustizia comprese) anche di 12 mila euro, calcolando le spese condominiali a carico dell’inquilino.
Vi sono alcune strade, che pochi percorrono, che possono aiutare a sveltire i tempi o a evitare perdite di denaro.

La clausola risolutoria
Occorre inserire una clausola risolutoria del contratto al momento della stipula. Questo consente, qualora il conduttore non rispetti gli obblighi contrattuali (pagamento del canone di locazione, oneri), di risolvere unilateralmente il contratto di locazione rendendo non necessaria l’azione legale.

Assicurazione
La stipula di una polizza assicurativa (a carico del proprietario) sull’affitto non pagato (meglio conosciuta come G.L.I.) protegge il proprietario da debiti e danni non pagati e copre qualsiasi azione legale da intraprendere.
La stipula avviene in banca o in un’agenzia assicurativa, ma non è per tutti. La polizza è autorizzata dalla compagnia assicuratrice solo dopo aver constatato che l’inquilino risponde a caratteristiche di solvibilità e in particolare presenta un reddito certo pari a tre volte l’importo dell’affitto incrementato delle spese condominiali. Il costo di questa polizza varia dal 3% al 4% a seconda della compagnia.

La garanzia Visale
Questa “garanzia” è attivata dall’inquilino attraverso Action Logement Visale e copre gli affitti e le spese non pagati e qualsiasi danno.
L’affitto che non è stato pagato è rimborsato, nel limite di 1.300 euro mensili, al proprietario. L'adesione, da parte dell’inquilino, è gratuita, ma va sottoscritta prima della stipula del contratto attraverso il sito Visale.fr.
Ma non è “per tutti”: può essere attivata solo da inquilini giovani (dai 18 ai 30 anni), da lavoratori dipendenti, con più di 30 anni di età, del settore privato o agricolo e da persone in condizione di particolare vulnerabilità.
                                          

Beppe Tassone

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