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Altre notizie | 06 ottobre 2020, 07:00

Domani Emmanuel Macron visiterà l’arrière pays: le immagini di una catastrofe. L’alta valle Roya è diventata un’isola e monta la rabbia (Foto)

Il Presidente della Repubblica giungerà a Nizza dopo aver partecipato al Consiglio dei Ministri che proclamerà lo stato di catastrofe naturale. Il dramma delle vallate distrutte dalla furia delle acque

La Valle Roya nelle foto pubblicate sulle reti sociali

La Valle Roya nelle foto pubblicate sulle reti sociali

Nella giornata di domani Emmanuel Macron giungerà a Nizza da dove raggiungerà i luoghi sinistrarti dell’arrière pays: il Presidente della Repubblica giungerà nel Dipartimento dopo aver presieduto il Consiglio dei Ministri che si occuperà anche dei danni e della ricostruzione di un territorio che è stato duramente colpito. Sempre nel corso del Consiglio dei Ministri verrà riconosciuto lo stato di catastrofe naturale per un’ampia area del Dipartimento delle Alpi Marittime: è stato lo stesso Christian Estrosi a darne notizia a margine della riunione dei sindaci della Métropole.

E’ in Valle Roya dove il disastro ha raggiunto il suo apice: Tende e Saint-Dalmas sono delle isole, senza il mare, ma con strapiombi, frane, voragini a separare gli abitanti dal resto del mondo.
Manca l’acqua, manca l’elettricità, i telefoni cellulari funzionano quando possono e se sono ancora carichi, la debolezza del segnale scarica ancora più velocemente le batterie ed è un’impresa mettere in carica i telefoni.

Uno dei due ospedali di Tende è stato sgomberato e i malati trasferiti nell’altro (entrambi sotto l’egida del CHU di Nizza), ma manca l’acqua, il riscaldamento non è regolare, forse oggi, con gli elicotteri, i malati verranno nuovamente evacuati. Così monta la rabbia: “la Francia ci ha abbandonati”.

Gli abitanti scoprono l’importanza di essere inseriti in grandi contesti urbani: una guerra tra poveri e disperati, ma le rovine delle Valli Tinée e Vésubie sono sotto i riflettori del mondo, con interventi, aiuti, mobilitazione politica.
Questo significa far parte della Métropole di Nizza, qui, nell’enclave francese tra Piemonte e Liguria, tutto è più difficile, persino far sapere che i cimiteri non ci sono più, che tanta gente non dà notizie di sé, che manca tutto.

Resta la ferrovia, funziona in questo momento da Nizza a Breil e serve per portare i primi aiuti, si lavora per consentire ai treni di giungere a Tende, paese fino alla scorsa settimana di frontiera ed oggi ultimo baluardo francese prima delle Alpi, senza strade per andare di là, per raggiungere Cuneo, che si trova ad una trentina di chilometri.

Così racconta su Nice Matin di questa mattina Murielle Prigent, corrispondente da Tende di Nice Matin: "Tende è diventata come un'isola, attorno non c'è nient'altro. L'ingresso al villaggio è completamente sfigurato. È come se fossimo in una guerra senza mezzi di comunicazione. Il peggio è stato il primo giorno, sabato, quando non abbiamo avuto notizie dagli abitanti, nemmeno dai nostri vicini, nessun accesso. Per fortuna si organizza la solidarietà e molti si mobilitano, in particolare per ripulire i sentieri. Il municipio ha aperto una pista per 4x4 e quads per raggiungere Saint-Dalmas. Il tempo è sospeso. Facciamo tutto a piedi. La nostra vita è scandita da catene umane per scaricare attrezzature e cibo dagli elicotteri. Non abbiamo ancora acqua, solo serbatoi improvvisati, ma ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito a fornirci le bottiglie. A poco a poco le reti stanno tornando ed è una gioia potersi parlare! Oggi pensiamo ai nostri figli. Alcuni sono stati evacuati dalle nostre famiglie sulla costa per tornare a scuola, perché sappiamo bene che la vita rimarrà complicata per molto tempo. Da questa mattina, insegnanti volontari accoglieranno tutti i bambini nella stanza del tempo libero per il loro garantire il percorso scolastico qualunque sia il loro livello”.

La montagna, come sempre è abituata a rimboccarsi le maniche, a fare da sola…a non aspettare.

Nell’altro “epicentro” della catastrofe il Consiglio dei Sindaci della Métropole Nice Côte d’Azur ha definito una serie di misure di urgenza, tra le quali la creazione di un fondo di 20 milioni di euro destinato ad interventi di soccorso oltre a triplicare le dotazioni sociali per i comuni metropolitani colpiti dalle avversità atmosferiche, con uno stanziamento di 650 mila euro.

Particolare attenzione anche all’erogazione dell’acqua potabile: in alcuni centri quella che sgorga dai rubinetti non può essere utilizzata per fini alimentari. Si tratta di Bairols, Clans, La Tour sur Tinée, Marie, Belvédère, Lantosque et Roquebillière.




Beppe Tassone

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