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Business | 10 ottobre 2020, 08:00

Covid e ricostruzione nell’arrière pays: il settore immobiliare del “nuovo” segna il passo ed esplodono i prezzi

La pandemia già aveva rallentato la costruzione di nuove abitazioni, ora le imprese sono state costrette a spostare personale e macchinari nell’arrière pays. Così le richieste si rivolgono alle abitazioni esistenti e il prezzo sale del 5%

Cantiere (immagine di archivio)

Cantiere (immagine di archivio)

Il Covid già stava facendo pesantemente sentire i propri effetti negativi sul settore immobiliare, nel segmento delle “nuove abitazioni”, ora il disastro che ha colpito le vallate del Dipartimento delle Alpi Marittime completerà il quadro non certo positivo.

E’ il grido di allarme, anzi una constatazione dell’ineluttabile, che lanciano i professionisti del settore immobiliare che si occupano di commercializzare le nuove abitazioni.

La pandemia ha fatto scendere l’offerta di nuove abitazioni del 37% e, nei primi mesi di quest’anno, le transazioni hanno subito un calo del 15%: una situazione pesante che ora subirà un notevole peggioramento.

Le imprese edili, infatti, saranno costrette a spostare, con urgenza, personale e macchinari dai cantieri all’arrière pays per contribuire alla messa in sicurezza del territorio, prima, e alla ricostruzione di infrastrutture strategiche e urgenti poi.

Con un quadro simile immaginare un ulteriore rallentamento nell’offerta e quindi una contrazione del mercato costituisce una certezza, più che una mera ipotesi.
Non a caso già la pandemia aveva rallentato la consegna di nuovi alloggi a partire dall’inizio dell’anno.

In una situazione simile si assiste ad uno spostamento della richiesta sul settore delle transazioni immobiliari degli alloggi esistenti.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: nonostante la crisi il valore degli appartamenti “non nuovi” messi sul mercato è aumentato, dall’inizio dell’anno, in Costa Azzurra, del 5% e il prezzo medio al metro quadro è salito a 4.214 euro.
 




Beppe Tassone

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