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Altre notizie | 11 ottobre 2020, 19:00

Il retroterra del disastro: dalla raccolta di beni di prima necessità al litorale con quanto la mareggiata ha depositato

Una serie di fotografie raccontano le “seconde linee”, i luoghi della Costa azzurra che non sono stati colpiti direttamente e duramente dagli eventi meteorologici

L'entroterra del disastro nelle foto di Patrizia Gallo, Ghjuvan Pasquale e Danilo Radaelli

L'entroterra del disastro nelle foto di Patrizia Gallo, Ghjuvan Pasquale e Danilo Radaelli

Sono giunte molte fotografie, in queste giornate, che testimoniano il “retroterra” del disastro che ha colpito l’arrière pays nizzardo.

Si tratta dell’area costiera e della città di Nizza, luoghi nei quali si sta lavorando per “pulire” le spiagge, rimuovendo quanto il mare ha depositato ed intanto si opera, nei centri Animanice, per raccogliere prodotti di prima necessità da inviare alle popolazioni colpite dal disastro. Una lavoro collettivo al quale partecipano i comitati di quartiere e le associazioni tra le quali il Potager de la Fantaisie.

A corredo di questo articolo pubblichiamo una serie di fotografie inoltrate da Patrizia Gallo, Ghjuvan Pasquale e Danilo Radaelli.

Immagini “diverse” che hanno come unico comune denominatore il “retroterra” del disastro, il luogo ove si lavora, si opera, si soffre per gli altri, con gli occhi rivolti alle montagne che fanno da contorno alla città ed alla Costa.

Beppe Tassone

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