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Mentone | 28 ottobre 2020, 12:20

Coronavirus: stasera il discorso di Macron, si va verso un lock down 'light', preoccupazione in Provincia di Imperia

Numeri allarmanti quelli della sanità francese. Lavoratori frontalieri nuovamente con l'autocertificazione e buio pesto per l'economia delle aree confinanti

Coronavirus: stasera il discorso di Macron, si va verso un lock down 'light', preoccupazione in Provincia di Imperia

In Francia si va verso un lock down ‘light’, ovvero un po’ meno pressante di quello attuato in primavera e che potrebbe durare circa quattro settimane. Questo, in sintesi, il tema principale del discorso alla nazione previsto stasera con il Presidente Macron dopo l'annuncio del coprifuoco per 46 milioni di francesi.

Un discorso, quello di questa sera, particolarmente atteso anche nella nostra provincia, che in parte vive anche dell’arrivo dei francesi, soprattutto a Sanremo e Ventimiglia. Di fronte all'aggravarsi esponenziale dell'epidemia, stasera Macron potrebbe annunciare nuove restrizioni ma dovrebbero rimanere aperte le scuole, con la richiesta di rinforzare il telelavoro nelle aziende. Da fonti francesi si apprende che il timore di Macron e del governo transalpino il timore è quello di arrivare al collasso negli ospedali entro la metà di novembre.

I numeri della sanità francese sono impietosi e sono decisamente più gravi di quelli della nostra provincia e regione. Nel dipartimento delle Alpi Marittime, al momento sono 95 i pazienti ricoverati nelle strutture ospedalieri per Covid, di cui ben 43 in rianimazione. Da evidenziare che, in totale, sono 49 i posti disponibili nelle terapie intensive e, quindi, i numeri sono al limite.

Il lock down ‘light’ dovrebbe partire domani o venerdì e, ovviamente la preoccupazione sale sul piano economico anche a Ventimiglia. Lo conferma anche il Sindaco Scullino “La situazione è difficilissima – ha detto – e la conferma arriva anche dall’aumento delle proteste che, come ho detto ieri, dovrebbero però essere fatte nelle forme più corrette”.

Non ci saranno problemi, invece, per i lavoratori frontalieri che devono muoversi a cavallo del confine italo-francese. Come nella scorsa primavera dovranno munirsi di autocertificazione e potranno tranquillamente recarsi sul posto di lavoro. La preoccupazione è soprattutto per quei frontalieri che sono impiegati nella ristorazione e nei locali in genere, che saranno costretti a chiudere. Il resto dei lavoratori, invece, dovrebbero continuare regolarmente, anche se alcuni rientrano nel cosiddetto ‘chomage tecnique’, ovvero la cassa integrazione.

Ma la preoccupazione nella città di confine sta crescendo anche sul piano sanitario. Secondo fonti ben informate, infatti, a Ventimiglia nei mesi di maggior picco della pandemia (tra marzo e aprile) si registravano 30/35 contagiati. Ad oggi sono almeno un centinaio andando quindi a triplicare il numero della scorsa primavera.

L'idea del governo francese, come quello italiano e di tutti i paesi europei, è quello di confinare la vita sociale, in particolare nei bar o nei ristoranti dove la diffusione del virus è molto più facile. Se, da una parte il problema sanitario è pressante, dall’altra c’è anche quello economico con la tensione che sale un po’ ovunque. E, per la nostra provincia che vive di economia in arrivo dalla Francia, si preannuncia un mese davvero buio.

Carlo Alessi

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