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Sport | 01 novembre 2020, 14:56

Formula 1. Ad Imola la gara si accende nel finale, doppietta Mercedes, quinto Leclerc con una Ferrari in ombra

Nessun acuto nella gara del monegasco. Hamilton trionfa davanti a Bottas, podio per Ricciardo. Il ritiro di Verstappen infiamma una gara avara di spettacolo

Foto Ferrari

Foto Ferrari

Il ritorno di Imola in Formula 1 avrebbe meritato ben altro spetracolo, in un Gran Premio che si accende solo nel finale ma che non cambia nella sostanza: è ancora doppietta Mercedes, con Hamilton davanti a Bottas e la Renault di Ricciardo a completare il podio. Gara senza squilli per Charles Leclerc, solo quinto con una Ferrari in difficoltà.

E dire che per il monegasco il GP dell'Emilia Romagna poteva concludersi anche al sesto posto, l'unico guadagnato in partenza e mantenuto per tutti i primi 52 giri, anche virtualmente con la girandola dei pit stop, sempre dietro a un Ricciardo in forma e mai impensierito dalla rossa.

La corsa si decide a metà: dopo la sosta di Bottas, Hamilton inizia ad inanellare una serie di giri veloci "alla Schumacher" per uscire davanti al finlandese dopo il suo pit. Ma la fortuna oggi decide di baciare il campione del mondo in carica, e il ritiro della Renault di Ocon con conseguente Virtual Safety Car permette al britannico di fermarsi e conservare un buon margine di vantaggio. Bottas accusa il colpo e viene superato anche dalla Red Bull di uno stoico Max Verstappen, che al giro 52 deve capitolare per una foratura al Tamburello, probabilmente causata da un detrito.

Qui inizia un secondo mini Gran Premio: l'ingresso della Safety Car compatta il gruppo per 5 giri, lasciando aperte a qualsiasi esito le ultime sei tornate di corsa. Le Mercedes scappano, Leclerc, quarto alla ripartenza, non riesce ad agguantare il podio sempre saldamente nelle mani di Ricciardo e viene addirittura superato dall'Alpha Tauri di Kvyat, che chiuderà al quarto posto finale.

La Mercedes è matematicamente campione del mondo Costruttori per il settimo anno consecutivo, per la Ferrari una giornata priva di acuti: la rossa in Turchia è chiamata a dimostrare che il pomeriggio al Santerno è stato un episodio isolato nel percorso di crescita che fino a Portimao era sembrato in progressione. 

Federico Bruzzese

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