Altre notizie - 22 novembre 2020, 13:26

1792-1794. Da Nizza il vento rivoluzionario e risorgimentale verso la Liguria e l'Italia

Nel clima rivoluzionario creatosi a Nizza dopo l'occupazione francese dell'ottobre 1792, si sviluppò l'azione di diffusione ideologica operata dal Ranza atteaverso il "Monitore Italiano"

1792-1794. Da Nizza il vento rivoluzionario e risorgimentale verso la Liguria e l'Italia

Nel clima rivoluzionario creatosi a Nizza dopo l'occupazione francese dell'ottobre 1792, si sviluppò l'azione di diffusione ideologica operata dal Ranza atteaverso il "Monitore Italiano", stampato proprio nella città e irradiato in grandi quantitativi di copie oltre la frontiera del Roja, nonostante tutti gli sforzi messi in atto per intercettarlo da parte del Capitano di Ventimiglia.

Una serie di moti popolari scoppiati in vari centri della Riviera da Santo Stefano a Diano, ad Alassio, culminati con la grande rivolta dei "camalli" (scaricatori) di Porto Maurizio gia' nel maggio 1792, rappresentò il più immediato contraccolpo i fatti francesi di carattere esclusivamente popolare. La costa nizzarda e la Riviera ligure, sua naturale prosecuzione, divennero in quegli anni una delle più frequentate vie di fuga degli emigrati francesi in cerca di scampo e quindi una delle di conseguente trasmissione culturale più rilevanti d'Europa.

I mesi tra il 1793 ed il 1794 videro un fiorire di vere e proprie congiure filogiacobine intessute da elementi della borghesia rivierasco a stretto contatto con gli ambienti dei clubs rivoluzionari di Marsiglia, Tolone, Nizza e Mentone, gia' tradizionali centri di frequentazione ligure. Tali movimenti non riescono tuttavia a fornire elementi sufficienti in vista di una sollevazione popolare contro la Repubblica aristocratica genovese.

A questo punto l'invasione francese della primavera del 1994, accompagnata dallo scontato strascico doloroso di ogni occupazione militare, divenne una semplice componente di una vicenda storica più vasta e complessa, che finì per coinvolgere anche un episodio di stampo prerisorgimentale e al tempo stesso di avanguardia sociale come fu il Commissariato Rivoluzionario di Filippo Buonarroti ad Oneglia.

Pierluigi Casalino

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