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Business | 12 luglio 2019, 06:22

Le Applicazioni della VR come Terapie di Disturbi

Sono tante le problematiche a cui si indirizza l’uso della VR: claustrofobia, disturbi alimentari, bullismo, depressione, paura di socializzare solo per citarne alcuni.

Le Applicazioni della VR come Terapie di Disturbi

La tecnologia di Realtà Virtuale (VR) negli ultimi anni ha avuto un forte sviluppo grazie alla maggiore diffusione e accessibilità di hardware e software. Le più grandi aziende produttrici del mercato, come Google e Samsung, hanno investito tanto capitale, sicure che la VR diventerà sempre più comune e utilizzata in futuro.

È interessante capire come questa tecnologia abbia conquistato un posto anche nelle possibilità di effettuare terapie per un ampio spettro di disagi psicologici. L’idea è quella di migliorare il trattamento di molteplici disturbi attraverso moduli terapeutici che permettono un'immersione totale, controllando i parametri e l’esposizione dei fattori di rischio.

Ad esempio ci sono ambienti dedicati per il trattamento delle vertigini, strumenti che permettono la valutazione e gli interventi per la paura delle altezze. La VR è una forte alternativa alle tradizionali tecniche di esposizione che assicura il controllo completo delle variabili di esposizione. Inoltre è anche meno onerosa in termini di costi e tempo.

Si può anche pensare di affrontare il problema delle dipendenze, con modelli che supportano la valutazione, il trattamento e la gestione dell’abuso di determinate sostanze come l'alcol, il tabacco o la cannabis. Questi ambienti si concentrano sulle voglie e sugli impulsi e intervengono attraverso la terapia di esposizione agli stimoli. L'obiettivo finale è quello di ispirare l'astinenza e le capacità di gestione. Un modello, quindi, che si potrebbe prestare anche ai giochi di fortuna come le slot gratis.

Ma sono tante altre le problematiche a cui si indirizza l’uso della VR: claustrofobia, disturbi alimentari, bullismo, depressione, paura di socializzare solo per citarne alcuni.

Le basi terapeutiche per tutte queste aree sono da trovare nella crescita della consapevolezza della persona rispetto ad esse. Ed è proprio per questo che la VR potrebbe essere più che una semplice promessa. Le persone che sono in trattamento possono sostenere uno sforzo graduale in base alle loro attitudini, fin quando non realizzano il completo controllo sugli stimoli che le portano a comportarsi in modo distruttivo.

Un altro fattore importante nel possibile successo della VR ad uso terapeutico è la grande percentuale con cui viene accettata dai pazienti, infatti richiede soltanto la volontà di essere aiutati e un minimo investimento di tempo rispetto ad altri metodi.

Esistono già studi di ricerca che andranno a valutare gli effetti di queste terapie sul lungo periodo, ma tutti gli esperti sembrano avere grande entusiasmo già soltanto per i primi risultati ottenuti.

Per questa nuova branca molti specialisti stanno ampliando il loro background, come i consulenti del sito BetterHelp in cui si sta dando maggiore attenzione alla cura con gli apparati VR.

Non c’è dubbio che quindi possiamo guardare con sguardo sereno verso un trattamento più efficace di molti disturbi che stanno diventando sempre più preoccupanti.



Richy Garino

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