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Altre notizie | 10 febbraio 2021, 08:00

Covid 19, epidemia senza freni nel Dipartimento delle Alpi Marittime

Interviene il Prefetto Bernard Gonzalez e snocciola dati preoccupanti. Il numero dei positivi, ogni centomila abitanti, doppio di quello francese. Controlli più severi

Ospedale Pasteur, Nizza

Ospedale Pasteur, Nizza

Il Prefetto del Dipartimento delle Alpi Marittime, Bernard Gonzalez, convoca una conferenza stampa e snocciola le cifre.

Dati che fanno paura e fanno tremare i polsi a quanti si occupano di contrastare la pandemia nel Sud Est francese: il suo estremo Dipartimento, il più turistico, è fuori controllo o quasi.
Il tasso di saturazione dei letti in rianimazione è al 95%, fino ad ora solo cinque malati sono stati trasferiti verso altri ospedali della Regione PACA o della Bretagna, ma non si sa fino a quando l’argine potrà tenere.

I dati che giungono dal Principato di Monaco, enclave all’interno del Dipartimento, fanno temere che un’ulteriore crescita epidemica sia concretamente possibile.

Mentre in, Francia l’indice di contagio ogni 100mila abitanti è di 207, nelle Alpi Marittime è stato raggiunto quota 452, più del doppio.

Così le misure di controllo di moltiplicano, è lo stesso Bernard Gonzalez a dirlo a chiare lettere: “Come avete notato ho dato un giro di vite. Continuano le operazioni riguardanti l'uso della mascherina, i gesti di barriera, il rispetto del coprifuoco e le chiusure perché si vede chiaramente che c'è stato un allentamento dei comportamenti. La scorsa notte siamo intervenuti per disturbi alla quiete molto, molto forti provocati da una serata in un appartamento a Nizza. Lo stesso nei negozi, abbiamo nel mirino alcuni esercizi commerciali che sono stati oggetto di avvertimenti e andremo fino alla chiusura se certi comportamenti dovessero continuare”.

Continuano anche i controlli alle frontiere sull’ingresso degli stranieri, obbligati ad ed essere in possesso di un test PCR di meno di 72 ore, ma la mobilità è sempre sensibile nei due sensi con i francesi che invadono le località dell’estremo Ovest della Riviera Ligure a caccia di sigarette e di ristoranti aperti.

Sulle “varianti” al Covid 19 per il momento sarebbe scongiurata la presenza di quello sudafricano e non sarebbe apprezzabile quella inglese, in questo caso la situazione appare migliore rispetto alla regione parigina dell’Ile de France dove le varianti, nel loro complesso, raggiugono il 27%.

Tutti i test PCR positivi vengono sottoposti, nelle successive 36 ore, a verifiche su eventuali varianti presenti.

La situazione, mentre è iniziato il primo turno delle vacanze scolastiche invernali, appare dunque preoccupante e, dato ancora peggiore, sulla strada del peggioramento.

Lo sottolineano i dati sulla positività dei test: la media francese é del 6,7%, quella regionale del 7,9% e quella del Dipartimento delle Alpi Maritime è “stabile” sull’8,9%. C’è poco da stare allegri.







Beppe Tassone

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