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Altre notizie | 14 febbraio 2021, 07:00

Nelle aree di confine cresce anche del 700% la vendita delle sigarette: la chiusura delle frontiere si fa sentire

Senza test e senza una valida ragione non si passa: a fregarsi le mani i tabaccai francesi. Ma non c’è rosa senza spine…

Nelle aree di confine cresce anche del 700% la vendita delle sigarette: la chiusura delle frontiere si fa sentire

Si fregano le mani, ma sanno benissimo che non è destinata a durare a lungo: sono i tabaccai dei comuni della Costa Azzurra che registrano un volume di vendite che sta conoscendo picchi a dir poco incredibili.

La chiusura delle frontiere, i controlli da parte delle autorità italiane ed anche di quelle francesi, stanno diminuendo, quasi azzerando, i “viaggi del fumo”.

Prima dell’ulteriore stretta data per la nuova crescita della diffusione del virus, i tabaccai di Ventimiglia erano presi d’assalto dai fumatori francesi.
La Regione PACA è quella nella quale più si fuma in Francia: la media francese (tra i 18 e i 75 anni) è del 17,93% di fumatori, ma nella Regione Provence-Alpes-Côte d'Azur la diffusione del “vizio” raggiunge il 21,47%, al secondo posto la Regione dell’Hauts-de-France col 20,33%.
I buralistes quasi non se ne accorgevano, con i negozi vuoti, ma tante “cicche” per terra.

Nel 2020 il primo segnale, con un aumento complessivo del 15% delle vendite, ora, con misure ferree alle frontiere, le cifre sono lievitate: nelle ultime due settimane le vendite di sigarette sono aumentate dal 400% al 500%, con punte fino al 700% in un giorno solo.

Facile a comprendersi quando il prezzo di un pacchetto di “bionde” in Francia si aggira sui 10 euro, mentre in Italia sui 4 euro.
Secondo i tabaccai di Menton, la località dove il fenomeno raggiunge i picchi più alti, un fumatore su due acquistava normalmente le sigarette in Italia e la differenza con i controlli alle frontiere si vede tutta.  

Anche se un altro dato, questo positivo, si affaccia sulla scena, quello della diminuzione dei fumatori: secondo i tabaccai dell’area di confine senza la chiusura delle frontiere la discesa nel consumo sarebbe continuata con un ulteriore calo nel volume di vendita del 5%...questa sì che è una buona notizia!




Beppe Tassone

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