Business - 22 febbraio 2021, 07:00

Fine dei voli low cost? “Il biglietto Nizza – Parigi e ritorno a non meno di 350 euro”

Lo ha proposto l’Unione delle Compagnie Aeree francesi, tariffe minime anche per i voli europei (450 euro) e intercontinentali (550 euro). La richiesta al governo rientra in una strategia “verde” per consentire la razionalizzazione e la diminuzione dei voli

L'aeroporto di Nizza

L'aeroporto di Nizza

Difficile dire se l’operazione riuscirà o se si tratta solo di una “sparata” destinata più che altro ad accontentare i propri associati, fatto sta che se la richiesta avanzata dall’Union Nationale des Compagnies Aériennes françaises dovesse andare in porto un volo tra Nizza e Parigi (e ritorno) non potrebbe costare meno di 350 euro, quello con uno scalo europeo e ritorno non meno di 450 euro e un volo continentale, sempre con ritorno, non meno di 550 euro.

 

La richiesta, presentata ufficialmente al governo francese, da parte dell’Unione delle Compagnie aeree è una provocazione, ma fino ad un certo punto.
Ormai le compagnie, per continuare a viaggiare, sono costrette al “sotto costo” per reggere la concorrenza che propone biglietti aerei a 30 euro o anche meno.

La richiesta rientrerebbe in una strategia “verde” per consentire sia la razionalizzazione e la diminuzione dei voli, sia l’ammodernamento dei vettori e l’adeguamento alle misure standard per controllarne le emissioni e l’inquinamento.

Si tratterebbe di un brutto colpo per le compagnie low cost che verrebbero praticamente espulse dal mercato francese, ma consentirebbe anche di ridurre sensibilmente il numero dei voli e questo, in ogni caso, rientra nel piano di una mobilità sostenibile che ha quale primo obiettivo una riduzione dell’inquinamento già a far data dal 2025.

Fra le proposte in esame vi è anche quella di vietare i voli fra località francesi distanti meno di 500 chilometri, così da privilegiare i trasporti ferroviari veloci meno impattanti sull’ambiente.

La fissazione di un prezzo minimo per i voli, secondo l’UNCAF avrebbe un “impatto immediato sulla riduzione dei voli ed anche un immediato impatto ambientale che eviterebbe l’imposizione di tasse di produzione per compensare i danni ambientali”.

Difficile dire quale sarà la risposta del mondo politico francese a questa proposta che ha il sapore della provocazione, anche se misure di riduzione dei voli nel numero e nelle distanze sono ormai indispensabili per cercare di salvaguardare l’ambiente dall’inquinamento prodotto da decolli e atterraggi.




Beppe Tassone

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