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Altre notizie | 02 aprile 2021, 07:00

“La solidarietà non é un reato”, la Corte di Cassazione dà definitivamente ragione a Cedric Herrou

Il contadino di Breil assolto dall’accusa di aver aiutato dei migranti. Cinque giudizi e poi la sentenza della Cassazione, la “Fraternité” non è mai in discussione

Cedric Herrou davanti al Tribunale di Nizza

Cedric Herrou davanti al Tribunale di Nizza

Era stato condannato dalla Corte di Appello a 4 mesi di reclusione, con la condizionale, per aver aiutato i migranti, nel 2016: Cedric Herrou ha subito 11 arresti, 5 perquisizioni, 5 processi, ma ora la Corte di Cassazione, dopo 5 anni di lotte, gli ha dato ragione chiudendo definitivamente il procedimento con una sentenza a suo totale favore.

La solidarietà non è più un reato”, questo il commento di Cedric Herrou, divenuto simbolo mondiale della solidarietà grazie anche ad un filmato che ha fatto il gito del mondo.

La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza del Tribunale di Appello di Lione che già aveva assolto il “contadino della Valle Roya” eletto anche “personaggio dell’anno” dai lettori di Nice Matin.

Questo il commento dell’avvocato Patrice Spinosi subito dopo la pubblicazione della sentenza che pone la parola fine sulla vicenda e che rappresenta una pietra miliare nel diritto alla “Fraternité” che è uno dei tre simboli (assieme con la Liberté e l’Égalité) su cui poggia il sistema sociale francese: “È definitivamente stabilito, nella nostra legge, che nessuna azione penale può essere intentata contro una persona che ha aiutato un migrante in una situazione irregolare quando agisce in modo disinteressato, che appartenga o meno a un'associazione, o che voglia o meno rivendicare il suo atto”.

La “vicenda” aveva registrato un primo importante chiarimento quando il Consiglio Costituzionale (che al pari della Corte Costituzionale italiana verifica la costituzionalità delle leggi) aveva già annullato la condanna subita in appello ad Aix ed Provence ritenendo  che la condanna per “l’assistenza in caso di soggiorno irregolare" contrastasse col principio di “fraternità” ed aveva rinviato ad un nuovo processo di appello davanti alla corte di Lione che aveva poi assolto il contadino della valle Roya.

Ora la parola fine con il richiamo alla “fraternità”, il che, in questi momenti difficili, fa tanto bene e lascia sperare in un futuro meno disumano con tanti Cedric disposti a non scordarsi che, per dirla con Dante Alighieri: “Fatti non foste a viver come bruti…”.



Beppe Tassone

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