Ambiente - 04 aprile 2021, 10:00

La romanzata storia del Castello di Valrose a Nizza (Video e foto)

Ora ospita la presidenza dell’Università di Nizza, un filmato aiuta a riviverne la storia. Ospitò la regina Vittoria, il 10 marzo 1881 raggiunse l’apice con un ricevimento in onore del Granduca Nicolas

Parco e castello di Valrose a Nizza

Parco e castello di Valrose a Nizza

Non sono molti quanti si sono recati, a Nizza, a dare uno sguardo al Castello di Valrose, ora grazie alla piattaforma Cultivez vous che ne ha diffuso un filmato è possibile ricostruire la storia, anche un poco romanzata, di uno dei luoghi più suggestivi della città.  

 

Il 21 febbraio 1867, il barone Paul von Derwies, imprenditore e finanziere russo, consigliere dello zar Alessandro II, acquistò grandi appezzamenti nella valle di Valrose (posta in città a Nizza, non molto distante dal mercato di Liberation e dalla collina di Cimiez) trasformandoli in luoghi tra i più sontuosi e stravaganti della Costa alla fine del XIX secolo.

Si avvalse di diversi architetti: David Grimm e Antonio Crocci coadiuvati dal giovane architetto Constantin Scala, al quale affidò la costruzione del castello e da Antoine Béranger che si occupò del piccolo castello.

 

L'aggiunta di un teatro trasformato in una sala da concerto fu opera di Mikhaïl Makaroff nel 1869, mentre l'orticoltore Joseph Carlès, autore dei Giardini di Monte-Carlo, si occupò dell'abbellimento del parco. Il sito diede lavoro a più di 800 persone per tre anni e il costo fu di diversi milioni di franchi aurei.

Il castello è in stile gotico e il suo interno è lussuoso con soffitti affrescati, lampadari di cristallo e dipinti di maestri. La più spettacolare è una sala da concerto che può ospitare fino a 400 spettatori dotata di imponenti macchinari in legno.

 

Nel parco Carlès vennero introdotte piante principalmente italiane, palme di Bordighera e altre specie genovesi e fiorentine.

Vennero installate serre e un roseto. Nel 1873 il giardino fu arredato con gazebo, un'isba ucraina, false rovine, grotte e statue oltre a numerosi giochi d'acqua come fontane, cascate e un laghetto su cui si può navigare in barca.

Nel 1881 Marcel Biasini costruì un monumentale cancello d'ingresso fiancheggiato da torri gemelle, situato ad est della tenuta, in Avenue Prince de Galles à Cimiez.

Quando soggiornava all'Excelsior Regina Palace, la regina Vittoria, con in mano la chiave di questo portale, amava passeggiare nell'oliveto.

 

Dal 1870 al 1881, Valrose divenne uno dei fulcri attorno al quale ruotava la vita musicale e sociale. Il barone si avvalse quotidianamente di un'orchestra sinfonica di 70 musicisti diretti dai più grandi direttori dell'epoca. Accolse grandi virtuosi tra cui il violinista Joseph Joachim, il pianista Francis Planté e la diva Adelina Patti.

Il 10 marzo 1881, l’apice con un ricevimento in onore del Granduca Nicolas. Il 17 giugno dello stesso anno il barone morì per un colpo apoplettico.

Nel 1899 la banca Von Derwies fu dichiarata fallita. La proprietà fu venduta nel 1912 a un certo Poutiloff, che la vendette nel 1920 al “roi de l’étain bolivien” (così era soprannominato) Simón Iturri Patiño che modificò la scritta “Van Derwies” all'ingresso del parco lato viale Valrose per sostituirla con il proprio nome “S. Patino” che ancora oggi è visibile.

 

Nel 1950, la città di Nizza acquistò l'intera proprietà e la cedette alla Pubblica Istruzione per l'installazione del campus Valrose, sede della presidenza dell'Università di Nizza Sophia Antipolis e della Facoltà di Scienze dal 1965.

Il grande castello, il piccolo castello e il parco, la sua fabbrica di giardini e le sue statue, sono classificati come monumenti storici con decreto del 22 luglio 1991: il suo indirizzo è  Avenue Valrose 28 a Nizza.

Beppe Tassone

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