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Sport | 10 aprile 2021, 17:55

Il paradiso dei ciclo-amatori? È la provincia di Varese

Terza in Italia per chilometri dedicati a chi ama le due ruote, offre una varietà incomparabile di percorsi. Oltre al canottaggio, in questi giorni ospitato con gli Europei 2021, anche la bicicletta riserva grandi soddisfazioni, tra laghi, valli e cultura.

Il paradiso dei ciclo-amatori? È la provincia di Varese

Più di 100 km di piste ciclabili, in un sistema che è riuscito magnificamente a connettere le anime sinuose di un territorio in cui la natura e le sue forme di manifestazione non sono mai uguali a se stesse: qui si passa dalle montagne, ai laghi, alle colline, alla pianura, alle città, senza alcuna soluzione di continuità.

Il dato rende la provincia di Varese - che in questi giorni sta ospitando gli Europei di canottaggio 2021, manifestazione che segna la rinascita dello sport a Varese dopo la pandemia - tra le più adatte al turismo dei ciclo-amatori, precisamente al terzo posto in Italia per lunghezza dei percorsi adatti alle due ruote a pedale. Ma per le piste varesine non è solo questione di abbondanza di chilometri: è ciò che sta ai margini di questi percorsi a permettere di coniugare sport, divertimento, natura e cultura.

La pista più famosa è la Ciclopedonale del lago di Varese: 28 km intorno al bacino simbolo del territorio con un dislivello totale di circa 100 metri, particolare che la mostra adatta a qualsiasi grado di preparazione. Essa si sviluppa su asfalto, cemento e, per un breve tratto, su terra ben battuta e pedalabile: si esce raramente dal tracciato e lo si fa su strade poco trafficate e per pochi metri. L’itinerario è molto ben segnalato e permette di visitare, sullo sfondo delle Prealpi e del maestoso Monte Rosa, piccole perle - tra tante altre - come la chiesetta della Madonnina del lago in zona Azzate, il belvedere sul lago a Bodio Lomnago, il porticciolo con vista e le antiche ghiacciaie a Cazzago Brabbia, l’isolino Virginia, il lungolago di Gavirate, il chiostro romanico di Voltorre e il parco Zanzi alla Schiranna.

Collegata ad essa, tramite 4 km di raccordo che si percorrono all’interno della Riserva Naturale LIPU della Palude Brabbia, c’è la pista del Lago di Comabbio. Partenza e arrivo a Ternate, per un anello di 12 km vista lago - con passerelle che “camminano” proprio sull’acqua - boschi e il villaggio operaio di inizio novecento a Varano Borghi.

Acqua varesina uguale laghi. Ma anche fiumi: il sud della provincia ospita lo scorrere di uno dei principali affluenti del Po’, il Ticino. Ed è qui che merita una visita la ciclabile che seguendo il Naviglio Grande porta fino in Porta Genova a Milano. Il punto di partenza “classico” è la località Panperduto di Somma Lombardo, lungo il percorso ogni genere di curiosità: aree naturalistiche, le ville di Delizia come quelle a Cuggiono, piccoli borghi lungo le acque come Robecco sul Naviglio, ponti in pietra, chiesette affrescate come Santa Maria in Binda e la cittadina di Abbiategrasso con il suo castello. Dalla ciclabile principale si possono prendere anche itinerari alternativi, come la alzaia del Ticino che risale verso Sesto Calende o la breve alternativa lungo il rigoglioso “naviglio vecchio” all’altezza di Turbigo.

Dal Naviglio Grande si può anche mettere la barra dritta verso la Dogana Austroungarica e il bosco del Gaggio: qui - tra reperti bellici e Brughiera- si arriva fino al paesino di Tornavento, nominato il borgo più bello della provincia di Varese.

Se invece si punta al Nord del territorio, ecco montagne e dolci valli. Una che ben si presta a essere visitata su due ruote è la Valganna: si parte da Ganna o da Ghirla per giungere fino a Ponte Tresa, con un percorso a curve, ponti, gallerie e verde incantato che passa anche dall’affascinante Parco dell’Argentera.

Una lunga ciclopedonale che ricalca un tracciato della ferrovia è quella della Valle Olona, con le sue ampie curve a seguire le anse del fiume. In valle si trovano spazi verdi come l’Approdo dei Calimali, punti storici come il bunker di Prospiano, archeologie industriali come l’imponente stabilimento Candiani a Fagnano Olona ed edifici religiosi come il Lazzaretto di Marnate. Un po’ di salita rende le emozioni della scoperta maggiormente da conquistare per gli amatori, in una fatica che viene però premiata da gioielli come Castiglione Olona con la sua Collegiata.

Una delle ciclabili più recenti, invece, è quella che collega - lungo il corso del Margorabbia - Germignaga sul Lago Maggiore e la Valcuvia. Tra i vantaggi c’è la grande separazione dalle strade veicolari, grazie ad alcune brevi gallerie per evitare gli incroci pericolosi. Acque e boschi sono gli elementi caratterizzanti, alla scoperta di luoghi stupendi come le Cascate di Ferrera.

Da non mancare nemmeno il Parco della Quassa, da Ranco a Ispra, 6 km che sbocciano infine nelle spiagge del Lago Maggiore.

Se la predilezione, però, dovesse andare verso la mountain bike, ecco che è il Massiccio del Campo dei Fiori a essere il “luna park” adatto: lì si trovano tracciati da brividi che scendono dal culmine della montagna, ma anche “passeggiate” in mezzo ai boschi più tranquille (vedi il lungo sentiero 10 del parco) e premianti con panorami mozzafiato: su tutti quello - a 360° gradi e vista fino all’Appennino Ligure nei giorni tersi - del Forte d’Orino.

Fabio Gandini

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