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Business | 21 aprile 2021, 19:00

L’immobiliare vede rosa, il 2020 anno d’oro e il 2021 è sulla stessa linea

Un sondaggio condotto in tutta la Francia rivela che i francesi ritenga che l’investimento immobiliare sia “sicuro”. Tra costoro ben l’82% pone l’acquisto di un alloggio in testa, seguito, a grande distanza, dalla borsa col 7%

Case a Nizza nell'interpretazione fotografica di  Ghjuvan Pasquale

Case a Nizza nell'interpretazione fotografica di Ghjuvan Pasquale

L’anno nero della pandemia, il 2020, non è poi stato così nero in tutti i settori, anche alcuni si fregano le mani, gli affari sono andati a gonfie vele.

Lo rivela un sito francese specializzato nelle commercializzazioni di alloggi “non nuovi” in tutta la Francia.
Nel 2009 il sito di “Se loger” aveva registrato 42 milioni di accessi, nel 2020 è andato oltre l’asticella di 68 milioni.

Le transazioni, rivela il sito, hanno sfiorato il milione, lo stesso numero dell’anno d’oro che era stato il 2019.

Acquisti per lo più nella medesima regione, ma con punte di incremento in tre aree particolari: la Corsica registra un + 3%, la Provence-Alpes-Côte d'Azur un +2% e + 1’Occitanie un +1%.

Secondo il sito specializzato, i prezzi sono mediamente lievitati del 6,5% e la spesa media per un acquisto è passata da 251mila nel 2019 a 265mila euro nel 2020.

Le ragioni della conferma dell’investimento immobiliare quale “bene rifugio” al pari di altri strumenti privilegiati in tempo di crisi?
Pare che proprio il confinamento abbia sviluppato la voglia di cambiare casa e che l’autorizzazione ai notai a stipulare i contratti a distanza, anche non in presenza, attraverso l’informatica abbia fatto il resto, assieme con i tassi d’interesse sempre più bassi ad anche ad una modifica dei comportamenti individuali.

La solfa è sempre la stessa: scende il desiderio di alloggi in pieno centro, in mezzo ai negozi ed alla gente, mentre la periferia, soprattutto se servita in modo razionale da mezzi di trasporto pubblico, è ora al top, grazie anche alla crescita di spazi verdi sia nell’area condominiale, sia all’esterno.

Tutto questi ingredienti hanno fatto la differenza, al punto che un sondaggio condotto in tutta la Francia ha rivelato che il 52% dei francesi ritiene l’investimento immobiliare “sicuro” in tempi difficili.
Tra costoro ben l’82% pone l’acquisto di un alloggio in testa, seguito, a grande distanza, dalla borsa col 7% e dagli investimenti in società che a loro volta investono in immobili diversificati (SCPI) col 6%.





Beppe Tassone

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