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Altre notizie | 22 aprile 2021, 07:00

Strage sulla Promenade, arrestato in Italia un presunto complice dell’attentatore

L’esecuzione dell’ordine di cattura, emesso dalle autorità francesi, nei confronti di un albanese di 28 anni, Endri Elezi, è avvenuto ad opera della polizia italiana a Sparanise, in provincia di Caserta

Il camion bianco la sera della strage sulla Promenade

Il camion bianco la sera della strage sulla Promenade

Un lancio di agenzia, ieri sera intorno alle 23, ha reso noto l’arresto di un presunto complice dell’attentatore della Promenade di Nizza, costata nel 2016 la vita a 86 persone investite da un camion lanciato contro la folla che festeggiava il 14 luglio ed aveva appena assistito ad uno spettacolo di fuochi d’artificio.

L’esecuzione dell’ordine di cattura, emesso dalle autorità francesi, nei confronti di un albanese di 28 anni, Endri Elezi, è avvenuto ad opera della polizia italiana a Sparanise, in provincia di Caserta.

Il giovane sarebbe ritenuto colpevole di aver fornito le armi a Mohamed Lahouaiej Bouhlel, autore della strage di Nizza, deceduto nel corso dell’attentato.

L’individuazione del luogo ove si riparava Endri Elezi sarebbe stata opera della DIGOS di Napoli e Caserta in collaborazione con il Nucleo dell’Antiterrorismo.

Il processo nei confronti delle persone ritenute implicate nell’attentato della Promenade dovrebbe avere inizio il prossimo anno e durare alcune settimane: deceduto l’autore materiale, i giudici saranno chiamati a verificare eventuali responsabilità di otto persone.

Sette uomini ed una donna dovranno, infatti, rispondere di una serie di gravi reati che vanno dall’associazione terroristica internazionale alla complicità in omicidi e complicità in tentati omicidi in una banda organizzata e in connessione con un'impresa terroristica, fino all’associazione a delinquere, ma per tutti loro è esclusa la conoscenza, anche indiretta, con quanto il terrorista Mohamed Lahoueij-Bouhlel aveva progettato di compiere sulla Promenade des Anglais in occasione della festa per la ricorrenza del 14 luglio.

Una decisione che, seppur chiamando a rispondere le otto persone per reati di notevole gravità, non chiude il cerchio e praticamente ammette che gli imputati, pur essendo (almeno alcuni di loro) prossimi al terrorismo non ebbero conoscenza di quanto sarebbe successo sulla Promenade.





Beppe Tassone

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