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Business | 28 aprile 2021, 08:00

Gli esperti hanno consegnato il loro rapporto: queste le preferenze dei francesi per le vacanze estive

Tanto verde, molta montagna, preferite le aree rurali tranquille. Anche i campeggi vanno bene. Per l’estero tre nazioni “incassano” tranquillizzanti campagna pubblicitarie: Spagna, malta e Tunisia

Estate 2020, spiaggia di Nizza

Estate 2020, spiaggia di Nizza

La Francia si sta preparando all’estate: non sbagliare il colpo è imperativo, ma, per i professionisti del turismo, è il momento di tirare le somme, sulle analisi dei comportamenti, per comprendere non solo come potrà andare, ma anche quali aree saranno privilegiate.

Una seria programmazione non può fare a meno delle analisi che vengono da un mondo composto da economisti, professionisti del turismo, sociologi e psicologi chiamati a “comprendere con largo anticipo” le tendenze per non farsi trovare impreparati.

I responsi già ci sono e non sono brutti, anzi le aspettative, secondo gli esperti, sono buone, soprattutto per quanto riguarda il mercato interno.
I francesi non rinunceranno alle loro vacanze, si muoveranno, ma non dappertutto.

Il “mercato interno” avrà dei punti privilegiati che sono le montagne e le aree rurali, dove le prenotazioni fioccano ad un ritmo pari a quello del 2019, con una tendenza a crescere che ha subito un’impennata nelle ultime settimane, man mano che l’età media dei vaccinati si abbassa.

In testa alle scelte si posizionano aree che vanno dall’Aveyron (Midi-Pyrénées), alla Lozère (Occitanie) e al Giura (Bourgogne-Franche-Comté), zone nelle quali una campagna informativa ha coniugato ampi spazi naturali con ospitalità e assenza di confusione.

Anche il mare è in cima alle preferenze, non quello del Sud, che esploderà per conto suo, ma quello del Nord, meno frequentato e con ampie aree nelle quali trovarsi lontano dalla confusione. In questo caso sono la Normandia e la Bretagna a giocare un ruolo di primo piano.

Ottime notizie anche da altri tre settori.

  • Quello delle aree rurali, la cui associazione che raggruppa i sindaci “di campagna” ha stretto un proficuo accordo con Airbnb, leader nella locazione di alloggi. In questo caso in testa alle prenotazioni troviamo le regioni Nouvelle-Aquitaine, Auvergne-RhôneAlpes e Occitanie;
  • Quello dei campeggi, vera tradizione francese anche per i costi ridotti, che indica il fenomeno delle prenotazioni da parte di persone residenti anche a pochi chilometri da casa. Coppie di nonni con nipotini, ma anche famiglie pronte a tornare senza enormi difficoltà alla propria residenza in caso di problemi.
  • Quello della rete “Gites de France” che segnala numeri in crescita, vicini a quelli del 2019: anche in questo emerge la preferenza per posti isolati o comunque al di fuori della confusione.

Segnali positivi da Air France-KLM che ha annunciato che porterà al 50% (dal 30% attuale) i collegamenti aerei interni, mentre le ferrovie sembrano ancora al palo, ma in questo caso le prenotazioni sono quasi sempre ritardate.

Verso l’estero, con tutti i dubbi sulle possibilità reali di spostamento, sono tre le nazioni che i francesi sembrano voler privilegiare nel 2021: Malta, Spagna e Tunisia. Anche in questo caso una politica di tranquillizzante campagna pubblicitaria ha colto nel segno. Fioccano le polizze e i viaggi organizzati assicurano ampie possibilità di rinuncia senza penalizzazione.  

In ogni caso una maggioranza debordante di francesi ha deciso di trascorrere in patria le proprie vacanze, la paura continua a determinare le scelte e la confusione non piace così come l’incertezza.


Beppe Tassone

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