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Sport | 21 maggio 2021, 13:33

Formula 1. A Monaco Leclerc si gode il miglior tempo delle libere, ma c'è un tabu da sfatare

Nelle ultime tre edizioni tra Formula 2 e F1, il monegasco non ha mai visto la bandiera a scacchi tra le strade di casa sua

Foto Ferrari

Foto Ferrari

Il venerdì nel Principato, per il circus della Formula 1 che torna a "rifarsi gli occhi" ritrovando la perla della Costa Azzurra dopo un anno di assenza, è come sempre dedicato alle passerelle, quest'anno totalmente in sordina viste le restrizioni ancora in vigore. Ma in casa Ferrari, il giovedì di libere ha strappato tanti sorrisi sui volti degli uomini in rosso.

Anche indubbiamente su quello del padrone di casa Charles Leclerc, che ha smaltito l'amarezza di una prima sessione buttata via per un problema alla trasmissione, sfoderando tutto il talento che ha con l'orgoglio di sfoggiarlo per le strade dove è cresciuto. Per la prima volta nella storia il Cavallino piazza una doppietta al termine della prima giornata di prove a Montecarlo: un carburante di ottimismo per una truppa che sta proseguendo il suo processo di crescita.

Sappiamo quanto molto spesso siano "fasulli" i tempi delle libere, con i team più quotati che spesso giocano a nascondino per poi sovvertire i verdetti al sabato, quando conta. E il sabato di Monaco conta ancor di più che da altre parti. Ma intanto la Ferrari "prende e porta a casa" in attesa di misurarsi domani con i veri valori che mostreranno Mercedes e Red Bull, ma con la consapevolezza di poter confermare a Monaco il gap che si sta creando con le altre rivali per il terzo posto costruttori, McLaren su tutti.

E Leclerc, personalmente, ha un pesante tabu da sfatare tra le mura di casa: nelle ultime tre edizioni, Feature Race e Sprint Race in Formula 2 nel 2017 e i due GP nella massima serie del 2018 e 2019, non ha mai visto la bandiera a scacchi. Come diceva Michael Schumacher, anche se qui il concetto è un po' estremizzato, "per vincere a Montecarlo bisogna prima di tutto finire la gara". E molto del piazzamento finale, dipenderà dal risultato delle qualifiche. E la Ferrari e Charles non potevano davvero arrivarci meglio di così. 

Federico Bruzzese

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