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Altre notizie | 28 luglio 2021, 07:00

Nizza, è di oltre 500 ettari il territorio diventato Patrimonio dell’Unesco

Il lungo percorso della città per giungere al riconoscimento, gli sforzi e il coraggio nelle commosse parole di Christian Estrosi

Nizza, panorama, fotografia di Ghjuvan Pasquale

Nizza, panorama, fotografia di Ghjuvan Pasquale

A mezzogiorno di ieri nizzardi e turisti avevano regolato il proprio orologio con il consueto colpo di cannone sparato dalla Collina del Castello.
Poi, nel primo pomeriggio, dodici colpi, inusuali, di cannone, hanno salutato la comunicazione, giunta dalla Cina dove si sta svolgendo la 44ma sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale dell’Unesco.
La città di Nizza, dopo anni di pratiche, di dossier presentati, di sforzi anche economici, ha raggiunto l’obiettivo ed ora la “capitale” della Costa Azzurra può fregiarsi del titolo di città Patrimonio dell’Unesco.

 

 

Ad essere riconosciuta è la sua storia, quella di una città che ha saputo guadagnarsi il ruolo di capitale del turismo invernale della Riviera.
Dall’Ottocento in poi, trasformazioni, nuove costruzioni, alberghi ed hotel sorti prima all’interno e poi sempre di più in direzione della costa, raccontano l’evoluzione culturale ed architettonica della città.

La Promenade è l’emblema, ma sono 522 gli ettari di Nizza interessati, comprese le alture di Cimiez, delle Baumettes e di Mont Boron ed un’ampia fascia di territorio cittadino che si estende fino alla stazione ferroviaria ed alla Cattedrale Russa.
È presto per dire quale sarà l’effetto sull’economia cittadina di questo riconoscimento e se vi saranno, come è probabile, riflessi sul valore immobiliare.

Sicuramente sono stati premiati gli sforzi di una comunità che non si è data per vinta nemmeno in momenti bui quali il 2016 e il 2020 con gli attentati e durante questi ultimi due anni con la pandemia.

Così come la tenacia del Sindaco Christian Estrosi al quale va ascritto il merito di non aver mollato mai e di aver creduto fin dall’inizio in un riconoscimento che era difficile immaginare si sarebbe potuto concretizzare.

Nizza in dieci anni ha subito profonde trasformazioni: dalla Promenade du Paillon che si è sostituita a fabbricati che chiedevano solo di essere demoliti, alla nuova Promenade des Anglais, messa in sicurezza dopo l’attentato, ma anche abbellita e impreziosita.

Poi il verde pubblico, il recupero dei fabbricati, la creazione di spazi verdi al posto delle corsie dei bus, una nuova mobilità meno impattante ed inquinante, l’attivazione di un programma culturale che non si è limitato ai soliti mesi estivi, ma è in grado di assicurare richiamo ed interesse tutti i mesi dell’anno.

Il riconoscimento di Patrimonio dell’Unesco nasce da questi sforzi e dalla capacità di governare la trasformazione della città in  momenti difficili, tra crisi economiche e  pandemie, tra attentati e tensioni sociali.

Con queste parole, a caldo, Christian Estrosi ha commentato il riconoscimento: “Quasi 10 anni fa Nizza ha intrapreso una sfida senza precedenti: ottenere l'iscrizione nella Lista del Patrimonio Mondiale per la qualità e l'originalità dei suoi edifici e dei suoi giardini, frutto del suo eccezionale contributo alla storia del turismo invernale.

Da molto tempo la nostra città aveva abbandonato tutto ciò che aveva contribuito a costruire la propria notorietà: la qualità del suo paesaggio, la tutela dei suoi edifici più belli, la valorizzazione del suo patrimonio e dello stesso modo di vivere. C'erano molte persone nel mondo che non vedevano più Nizza così com'era un tempo.

Dal 2008, abbiamo lavorato instancabilmente per riportare in vita tutto ciò che avevamo dimenticato: la bellezza delle nostre facciate, i nostri edifici, i nostri diversi luoghi di culto, i nostri giardini, i nostri paesaggi, i nostri spazi pubblici.

Abbiamo abbattuto le parti urbane che stavano distruggendo questa armonia.
Abbiamo riscoperto la luce e i colori delle nostre facciate, ripiantato piante emblematiche, riproposto e promulgato regole urbanistiche secondo la tradizione ereditata dal patrimonio torinese, insomma, restituito a Nizza il suo volto bello e di gioia.

Abbiamo lavorato instancabilmente per inventariare, proteggere più di 300 edifici nell'ambito del nostro Plan Local d’Urbanisme Métropolitain, per restaurare decine di edifici, ville e giardini, in questo anfiteatro di colline che si affacciano sulla città.

Grazie a questo duro lavoro, alla convinzione, alle competenze, alla determinazione di tutti, oggi viviamo questo evento storico: Nizza diventa, per l'intero pianeta, una delle città di riferimento del patrimonio mondiale.

È un evento storico, unico nella nostra storia per dimensione e impatto: tutto ciò che mi viene in mente in questo momento sono sentimenti di forza senza pari: gratitudine, dignità, orgoglio, onore, emozione, è tutto ciò che si mescola nel mio cuore e nella mia mente.

La gratitudine è quella che estendo a tutti coloro che hanno reso possibile questo evento: grazie al Comitato del Patrimonio Mondiale, al suo Presidente Tian Xuejun e ai rappresentanti dei 21 Stati membri di questo organismo.
La mia gratitudine va anche all'UNESCO nel suo insieme e al suo Direttore Generale, Audrey Azoulay.

Voglio esprimere la mia profonda gratitudine ad Emmanuel Macron, Presidente della Repubblica, che nel gennaio 2020 ha scelto la candidatura di Nizza per rappresentare la Francia.

Inoltre, voglio assicurare la mia viva gratitudine a Jean-Jacques Aillagon, ex ministro della Cultura, cui ho affidato nel 2014 la Presidenza della Missione del Patrimonio Mondiale di Nizza e che, con il suo talento e impegno, ha svolto un ruolo decisivo nel nostro successo odierno, assieme con Olivier-Henri Sambucchi, François Laquièze e Julie Reynes”.



Beppe Tassone

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