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Ambiente | 12 agosto 2021, 19:00

Costa Azzurra: alla scoperta del territorio. Coaraze (Foto)

Montecarlonews propone luoghi, itinerari, passeggiate alla scoperta del Dipartimento delle Alpi Marittime. Le foto sono di Rosa Emma Degioanni e Luigi Picco

Coaraze, fotografie di Rosa Emma Degioanni e Luigi Picco

Coaraze, fotografie di Rosa Emma Degioanni e Luigi Picco

Un villaggio, situato a una trentina di chilometri da Nizza, rappresenta, per chi lo visita per la prima volta, una vera, gradita sorpresa.
Si tratta di Coaraze, ad accompagnarci alla sua scoperta con una rassegna fotografica Rosa Emma Degioanni e Luigi Picco.

 



A 650 m sul livello del mare, non lontano dal Parco Nazionale del Mercantour, Coaraze è il “paese del sole”. Strade lastricate in pendenza, passaggi a volta, case in pietra o rivestite di blu, giallo, rosa, stile italiano e piazze fiorite hanno attirato molti artisti e personalità, alcuni dei quali, come Jean Cocteau o Ponce de Léon, hanno firmato le meridiane del paese.

 



Borgo medievale arroccato a 650 metri su una collina che domina la valle del Paillon, a mezz'ora dal mare, Coaraze è uno dei borghi più belli di Francia. Al centro di un circo montuoso e circondati da mimose, pini, castagni e ulivi, i 780 abitanti godono di un sole eccezionale.

 

 

Villaggio soleggiato... e stregato, se crediamo alle leggende. Cominciamo dal suo nome, Coaraze o Castellum Cuade Rase, che significa “coda rasata”. Gli abitanti un tempo sarebbero riusciti a catturare il diavolo bloccandolo per la coda; per liberarsi Satana dovette tagliarla.



Quando si visita Coaraze, si é tentati di dare libero sfogo all’immaginazione. Il villaggio si arrotola su se stesso. Le strade strette e tortuose conducono il visitatore in un'altra dimensione del tempo.

 

 

 

Vi si trovano tutti i fondamentali dell'architettura medievale: calades e pontis, passaggi a volta e piazze fiorite, architravi e piccoli portali che lasciano intravedere la valle, fontane e affreschi rinascimentali.

 

Il turista é comunque sempre informato su che ora sia: meridiane realizzate da artisti moderni (Cocteau, Valentin, Ben, Mona Christie, Doukine, Ponce de Leon, Henri Goetz) adornano il municipio, la scuola e la piazza della chiesa in cima al villaggio.

 

 

Da visitare
La Chiesa di Saint-Jean Baptiste, costruita su questa piazza nel XIV secolo e più volte rimaneggiata, presenta pregevoli esempi di arte barocca fiorita nella regione nel XVIII secolo.

La Chapelle Notre-Dame des Sept Douleurs, chiamata Chapelle Bleue dal 1962 quando il pittore Angelo Ponce de Léoné realizzò una luminosa decorazione blu raffigurante scene della vita di Cristo.

La Chapelle St Sébastien, costruita nel 1530 a 1 km dall'ingresso del paese sulla vecchia strada per Nizza, presenta affreschi del XVI secolo che raccontano la vita di San Sebastiano, spesso invocato per combattere la peste.



Per chi ama camminare, un'escursione di poche ore attraverso magnifici paesaggi conduce ai ruderi della Rocca Sparvièra (raggiungibile anche dalla frazione di Engarvin).

 

 

Con 350 abitanti al suo apice, il luogo è ora un villaggio fantasma, si racconta vittima di una maledizione. Nel Medioevo, Reine Jeanne, rifugiandosi nel castello, trovò suoi figli morti, la vigilia di Natale, serviti su un piatto, assassinati dai suoi nemici.

 

Devastata, avrebbe maledetto il luogo urlando "Roccia sanguinante, roccia maligna, verrà un giorno in cui sulle tue rovine né il gallo né la gallina canteranno".
Infatti, peste e terremoti hanno svuotato il luogo.




Beppe Tassone

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