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Business | 29 settembre 2021, 07:00

Libri o film non tradotti: cosa aiuta di più a imparare una nuova lingua

Quando si sta cercando di imparare una nuova lingua ogni tassello può essere davvero importante e, cioè, si può scoprire un nuovo modo di dire ascoltando per caso la conversazione tra due turisti o si possono aggiungere parole nuove al proprio vocabolario per averle lette sul libretto di istruzioni del nuovo telefono.

Libri o film non tradotti: cosa aiuta di più a imparare una nuova lingua

Quando si sta cercando di imparare una nuova lingua ogni tassello può essere davvero importante e, cioè, si può scoprire un nuovo modo di dire ascoltando per caso la conversazione tra due turisti o si possono aggiungere parole nuove al proprio vocabolario per averle lette sul libretto di istruzioni del nuovo telefono. È per questo che le scuole e i tutor di lingua più all’avanguardia propongono ai propri studenti, grandi e piccini, un approccio sempre più variegato allo studio della lingua straniera e che non di rado affianca lezioni frontali, esercizi di grammatica e di lettura e comprensione del testo e sessioni di speaking alla lettura di libri, la visione di film, l’ascolto di musica e podcast in lingua originale. Soffermiamoci sui primi due metodi, leggere libri e guardare film non tradotti, e proviamo a capire qual è il più efficace (se proprio se ne deve scegliere uno!) per imparare l’inglese.

Imparare l’inglese, meglio con i film o con i libri?

Guardare film non doppiati e in lingua originale aiuta soprattutto a familiarizzare con la pronuncia: uno scoglio in genere non di poco conto per gli italiani che si approcciano allo studio della lingua inglese. Attenzione, però, che quasi mai quella di attori e personaggi è una pronuncia “standard” e scolastica: ha naturalmente inflessioni nazionali e regionali e chi conosce un po’ meglio la lingua sa bene che l’inglese americano è piuttosto diverso dall’inglese britannico e che se si è in procinto di trasferirsi a Londra per lavoro un’inflessione marcatamente americana non è certo la migliore carta con cui presentarsi. Più in generale imparare l’inglese con i film può non garantire risultati veloci perché si rischia di essere continuamente distratti dalla trama e perché in pochi rinunciano e fin da subito ai sottotitoli, preoccupati di non riuscire a seguire scene e dialoghi.

Studiando inglese con l’aiuto di libri in lingua originale si dovrebbero avere insomma meno distrazioni, soprattutto se si scelgono edizioni didattiche o semplificate e pensate appositamente per i lettori stranieri: non è difficile, del resto, imbattersi in Rete in lunghe liste dei migliori libri per imparare l’inglese e può cogliere un po’ di sorpresa trovarci dentro anche grandi classici della letteratura anglofona. Il principale vantaggio dei libri rispetto ai film è, comunque, che non hanno un ritmo, una velocità predefinita: ogni lettore può andare più veloce o più lento nello sfogliare le pagine e questo assicura di non perdersi niente, né nella costruzione della frase e né nella scelta dei vocaboli, e la possibilità di eventualmente tornare indietro quando e quante volte si vuole per verificare di aver capito bene, di aver assimilato davvero quella regola linguistica in cui ci si è imbattuti per la prima volta o per segnarsi il significato di una parola nuova, di una nuova frase fatta. C’è un consiglio, del resto, che ogni insegnante di lingua dà soprattutto a chi ha bisogno di insistere sul proprio vocabolario e sulla propria padronanza della lingua ed è quello di segnarsi su un apposito quaderno o blocco tutte le espressioni nuove e i loro relativi significati: è certo un’operazione più semplice da fare leggendo che dovendo interrompere ogni volta il film o la serie TV che si sta guardando.

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