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Ambiente | 02 ottobre 2021, 07:00

Tempesta Alex: é trascorso un anno (Foto)

Tre vallate francesi in ginocchio, diciotto persone decedute, di cui 8 non ritrovate, 420 case distrutte o danneggiate, 1490 persone salvate dagli elicotteri, 70 km di strade. Il Colle di Tenda ancor chiuso con i lavori sospesi da un anno, viene in mentre Greta Thumberg: “Bla bla bla!”

Tempesta Alex, le foto di un disastro 2 ottobre 2020

Tempesta Alex, le foto di un disastro 2 ottobre 2020

Un anno fa, il 2 ottobre 2020, il cielo si gonfiò di nuvole e la pioggia scrosciante, mise in ginocchio tre valli del Dipartimento francese delle Alpi Marittime, assieme con alcune vallate del versante italiano.

 

 

La furia degli elementi si scatenò nelle valli della Roya, della Tinée e della Vésubie. Corsi d’acqua che normalmente scorrono placidi nei loro argini, si trasformarono in veicoli di morte e di distruzione.

 

 

Diciotto persone persero la vita, di queste 8 non sono ancora state ritrovate, 420 case vennero distrutte o danneggiate, 1490 persone salvate dagli elicotteri, 13mila persone lamentarono danni materiali e 70 km di strade risultarono distrutte.

 

Franò anche la montagna a ridosso del Tunnel internazionale del Tenda e per alcuni mesi fu il solo treno che partiva da Cuneo a garantire soccorsi ed approvvigionamenti alle popolazioni francesi rimaste isolate.

 

 

E’ passato un anno, oggi e domani in decine di centri delle vallate francesi si terranno cerimonie commemorative, a ricordo anche dei tanti defunti, inumati nei piccoli cimiteri montani, portati via dalla furia delle acque e non più ritrovati.

La furia degli elementi, le responsabilità dell’uomo, la natura che si è presa tragicamente una rivincita: dati di fatto sotto gli occhi di tutti, non slogan.

Ora le tre vallate francesi stanno tornando lentamente alla normalità, dal 4 ottobre il treno tra Nizza e Tenda tornerà a pagamento, ma fino al 2023 non sarà possibile percorrere dall’Italia la statale della Valle Roya in direzione del mare.

 

La tempesta Alex ha “distrutto” un sistema di vita che già era in difficoltà: la montagna ha subito un ulteriore schiaffo.
Ma non bisogna dimenticare né la solidarietà, né il volontariato, né l’efficienza dei soccorsi e le ricostruzioni rapide.

Appena due mesi dopo quelle tragiche nottate a Isola e Auron venivano riaperti gli impianti di sport invernale grazie a interventi a tempi da record sulla viabilità.

 

 

Non è successo dappertutto: dopo un anno ancora si attende che ripartano i lavori per riaprire il tunnel del Tenda, lungaggini inaccettabili per una vallata, bizantinismi nelle trattative che non vanno a merito dei protagonisti di inutili summit: la Valle Roya, che continua a pagare un prezzo carissimo.

Oggi e domani sono giornate di commemorazione, si riaprono le ferite, le persone risalgono le vallate per ricordare i propri cari che non ci sono più, i propri morti inghiottiti dalle acque e portati via dai cimiteri e mai più ritrovati.
Sono giornate anche di consapevolezza: se non si fa qualcosa, e subito, di Tempeste Alex ve ne saranno altre.

Piangere i propri morti è giusto, ma agire è doveroso…viene in mentre Greta Thumberg: “Bla bla bla!”.


Beppe Tassone

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