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Sport | 05 dicembre 2021, 20:43

F1. A Jeddah vince Hamilton su Verstappen, lotta bellissima rovinata da decisioni inspiegabili dei commissari. Leclerc settimo ma sorride

Il monegasco arriva davanti a Norris e lo supera in classifica mondiale al quinto posto, diventando il "primo degli altri". I duellanti al titolo vanno ad Abu Dhabi a pari punti, ma le decisioni dei commissari hanno rovinato in gran parte quella che è stata una bellissima sfida sportiva. E che non è finita

Foto Ferrari

Foto Ferrari

Succede di tutto a Jeddah, con una lotta mondiale meravigliosa ma fortemente condizionata da un "arbitraggio" da parte della Federazione decisamente insufficiente, per certi versi inspiegabile.

Al primo via tutto regolare, con la gara che subisce una prima interruzione al giro 14 quando Mick Schumacher stampa la sua Haas nello stesso punto e allo stesso modo di Leclerc nelle libere di venerdì. Safety Car, con Hamilton e Bottas che smarcano la mescola con il pit stop e Verstappen che continua. Di lì a poco, la prima decisione inspiegabile dei commissari, che stoppano la corsa per sostituire le barriere che però appaiono aver retto bene all'urto, tranne lo striscione dello sponsor da sostituire. Decisione che agevola e non poco la Red Bull, infatti sotto bandiera rossa l'olandese può smarcare la mescola del pit stop da leader e ripartire davanti a giocarsi tutto senza dover fare soste obbligate.

Ma alla ripartenza, Hamilton brucia il suo rivale che taglia la chicane rientrando davanti, nel frattempo un nuovo incidente dietro con Perez, Russell e Mazepin coinvolti costringe alla seconda bandiera rossa, con uno stop durante il quale la Federazione "propone" a Verstappen di ridare la posizione a Hamilton per non subire investigazione: per l'olandese è il male minore, e alla nuova ripartenza brucia la Alpine di Ocon (partito davanti a tutti) e la Mercedes di Hamilton mettendosi davanti a tutti. E sono appena trascorsi 17 giri su 50.

Altro episodio controverso intorno al giro 30: a causa di diversi detriti persi da alcuni piloti in pista, la Federazione prolunga in maniera eccessiva una Virtual Safety Car quando Verstappen si trova al comando davanti proprio a Hamilton, dando il nuovo via libera al giro 33: la lotta mondiale tra i due grandi piloti non ha bisogno e non merita di poter essere decisa da questi episodi.

Gli episodi veri, quelli da lotta in pista, arrivano tra il giro 36 e 37: prima Verstappen resiste a un attacco andando lungo, ma va leggermente lungo pure Hamilton, poi l'inglese al termine di un rettilineo tampona l'olandese che quasi gli inchioda davanti: sotto investigazione, Verstappen al giro 42 dà la posizione a Hamilton ma se la riprende subito, e poco dopo arriva la penalità di cinque secondi all'olandese. Il giro successivo esce l'avvertimento di investigazione post gara e allora la Red Bull con Verstappen lascia andare via Hamilton, che vince e raggiunge a pari punti in testa alla classifica l'olandese: si deciderà tutto all'ultimo appuntamento. Podio completato da Bottas che sul traguardo brucia la Alpine di Ocon.

E la gara di Leclerc? Il monegasco limita i danni, partito tenendo bene la quarta posizione su Perez, che lo aggancia nell'incidente che causa la seconda ripartenza ma dove la Ferrari non subisce danni. Dopo la ripartenza, Leclerc dalla nona risale fino alla settima posizione, ma Norris è decimo e quindi per Leclerc arriva il sorpasso in classifica mondiale al quinto posto, mettendosi a una gara dalla fine come "primo degli altri". E ad Abu Dhabi sarà una battaglia feroce, soprattutto per i due contendenti al titolo. 

Federico Bruzzese

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