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Ambiente | 07 dicembre 2021, 18:00

Costa Azzurra: alla scoperta del territorio. Bonson, Roquette sur Var e Le Broc (Foto)

Montecarlonews propone luoghi, itinerari, passeggiate alla scoperta del Dipartimento delle Alpi Marittime. Le foto sono di Danilo Radaelli

Bonson, Roquette sur Var e Le Broc nelle foto di Danilo Radaelli

Bonson, Roquette sur Var e Le Broc nelle foto di Danilo Radaelli

Sgambata in bicicletta per Danilo Radaelli che, in queste giornate di fine autunno, ci accompagna alla scoperta di tre villaggi non distanti da Nizza la cui vita scorre non distante dal Var e che si trovano a pochi chilometri da Nizza.

Le Broc



E’ un paesetto arroccato su uno sperone roccioso che domina la confluenza tra il Var e l'Estéron, e sovrasta la montagna del Chiers.
Le Broc si sviluppa lungo stradine incantevoli, delimitate da vecchie case in pietra e raggruppate attorno a una piazza pittoresca circondata da arcate.
Grazie alle tante vestigia del passato Le Broc è un paese ricco di cultura e di beni architettonici. Nei pressi del vecchio castello si gode uno splendido panorama sulle Alpi.
Da vedere: la chiesa di Sainte-Marie Madeleine (1563), le cappelle di Sainte-Marguerite e St-Sébastien, il frantoio.
Un po’ di storia della località, con l’aiuto del web
Dopo la conquista romana, portata a compimento nel 14 a.C., l'imperatore romano Augusto organizza le Alpi in province, e il territorio di Le Broc dipende dalla provincia delle Alpi Marittime.
Nell'alto medioevo nella zona operarono i monaci della potente abbazia di San Colombano di Bobbio ed al suo ricco feudo monastico, che già avevano fondato nel cuneese l'abbazia di San Dalmazzo di Pedona, nel VII secolo l'abbazia di Taggia e nel VIII secolo a Nizza il monastero di Cimiez. Essi operavano in raccordo e con scambio di merci attraverso i valichi con i monaci dell'abbazia di Lerino, che da monaci eremiti avevano accolto la regola cenobitica di san Colombano diffondendosi anche fuori dall'isola.
Furono monaci famosi per la cultura, lo studio ed il lavoro, e per la riapertura di vie commerciali, la coltivazione intensiva con nuove tecniche agricole, bonifiche terriere e terrazzamenti, e la conservazione degli alimenti; tutte le fondazioni accoglieranno verso il IX secolo la regola benedettina.
Nel corso del medioevo Le Broc fece parte della Borgogna Cisgiurana e poi del Regno d'Arles. Attorno al X secolo divenne parte della contea di Provenza, per poi passare ai re di Francia.
Dal 1388 Le Broc divenne un'importante città di frontiera fra la Francia e l'Italia, quando la contea di Nizza con la dedizione di Nizza alla Savoia, seguì le vicende storiche della Contea di Savoia, del Ducato di Savoia e del Regno di Sardegna sino al 1860, quando Nizza venne ceduta alla Francia.

Bonson

 

 



Bonson è spesso associato al termine occitano medievale bo (n) son, Ariete.
Tuttavia, il sito su cui è costruito il villaggio incoraggia la scelta della seguente etimologia: Bouzon (antico francese) e Bonso (provenzale): chiusa, sbarra, sporgenza.
In dialetto locale, baus, bausson significa piccola scarpata e in dialetto nizzardo, bausse: roccia ripida.
Nel 1691 il nome del villaggio era diventato Bausson. Dal 1760 si chiama Bonson.
Bonson è un villaggio a 20 km in linea d'aria da Nizza ed a un’ora dalle località di sport invernali delle Alpi Marittime.
Il comune, con una popolazione di quasi 700 abitanti, presenta una estensione di 334 ettari di boschi e 100 ettari di ulivi e si trova sulla riva destra del fiume Var.
Bonson é posato su uno sperone roccioso che domina per quasi 300 metri la confluenza dei fiumi Var e Vésubie.
Mentre il versante settentrionale del paese è costituito da inospitali scogliere rocciose, il versante meridionale, dal fiume Var al paese, è suddiviso in terrazzamenti coltivati ad ulivi. Questo patrimonio di bellezza e ricchezza, costruito dal lavoro e dal genio architettonico delle generazioni passate, è anche un patrimonio di sicurezza contro il fuoco che costituisce un costante pericolo.
Il paesaggio è interessante e unisce i tormentati rilievi delle montagne alla rassicurante presenza degli ulivi, anche se sono molte le querce ed i pini.
Da visitare il villaggio che si trova su un crinale sotto un'imponente vetta di 350 metri e presenta una fitta rete di vicoli e scale oltre a porticati e ai suggestivi lavatoio coperto e frantoio tradizionale.
Notevoli anche gli edifici religiosi tra i quali la Chiesa parrocchiale di Saint-Benoît.

Roquette sur Var

 

 



Fin dall'epoca longobarda nel territorio operarono i monaci benedettini di San Colombano che già avevano fondato nel cuneese l'abbazia di San Dalmazzo di Pedona, nel VII secolo l'abbazia di Taggia e nel VIII secolo a Nizza il monastero di Cimiez. Essi operavano in raccordo e con scambio di merci attraverso i valichi con i monaci dell'abbazia di Lerino, che da monaci eremiti avevano accolto in epoca longobarda la regola cenobitica di san Colombano diffondendosi anche fuori dall'isola, dalla costa da Ventimiglia fino a Seborga; furono monaci famosi per la cultura, lo studio ed il lavoro, e per la riapertura di vie commerciali, la coltivazione intensiva con nuove tecniche agricole, bonifiche terriere e terrazzamenti, e la conservazione degli alimenti; tutte le fondazioni accoglieranno verso il IX secolo la regola benedettina.




Beppe Tassone

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