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Eventi | 21 gennaio 2022, 19:00

La fotografia nel cinema: al Musée Massena la mostra "Mirkine par Mirkine: photographes de cinéma" (Foto)

Si può visitare fino al 15 maggio 2022. Padre e figlio testimoni di una grande epoca del cinema francese, legati a Nizza e agli Studios de la Victorine dove hanno avuto un ruolo di primo piano

Montparnasse 19 (Jacques Becker) - 1001 - Gérard Philipe - Anouk Aimée

Montparnasse 19 (Jacques Becker) - 1001 - Gérard Philipe - Anouk Aimée

Il Museo Masséna, uno dei fulcri culturali di Nizza, propone, fino al 15 maggio 2022, la mostra "Mirkine par Mirkine: photographes de cinéma".

 


Testimoni insostituibili di una grande epoca del cinema francese, intimamente legati a Nizza e agli Studios de la Victorine nei quali hanno avuto un ruolo di primo piano, Léo e Siki Mirkine (padre e figlio) hanno costruito in mezzo secolo una collezione di immagini rare e intime.

 


Hanno vissuto e poi impresso le riprese di 150 film, buona parte agli Studios de la Victorine dove sono stati girati i più grandi capolavori del cinema francese e mondiale e grazie ai quali hanno potuto avvicinarsi a grandi star ed esprimere il loro talento di fotografi.


Leo Mirkine è il fotografo cinematografico con un destino straordinario strettamente legato alla storia di Nizza che raggiunse quasi un secolo fa, in fuga dalla rivoluzione bolscevica. Laureato in Beaux-Arts e poliglotta, ha studiato architettura a Parigi. Mentre sviluppava la sua passione per la fotografia, si rivolse quasi subito al cinema.


Divenne assistente d’immagine prima di affermarsi come fotografo di set. Nel 1940, aprì un negozio a Nizza, "Tout pour le Cinéma et la Photo", alternando reportage, ritratti e incursioni nei mitici Studios de la Victorine.

Durante la Seconda Guerra Mondiale aderì alla Resistenza fin dall'inizio e rese il suo negozio un punto di riferimento per i gruppi della Resistenza. Nel locale vennero scattate migliaia di foto e predisposti documenti falsi. Nonostante i problemi di questo periodo, Mirkine non fuggì dai set: lo troviamo sulle scene di film come Les Visiteurs du Soir (1942) o Les Mystères de Paris (1943). Esteta appassionato del nudo femminile, divenne uno dei primi reporter lucidi sulla situazione in Africa e nell'URSS del dopoguerra.

 


Dal 1952, Mirkine si coniuga al plurale. Sul set di Fanfan La Tulipe, Leo è affiancato e supportato dal figlio Siki, allora 18enne.

Siki, a sua volta, contribuisce ad arricchire la collezione Mirkine: per più di trent'anni si è distinto sia come fotografo di set per Duvivier in Chair de Poule, Autant-Lara in Le Comte de Monte Cristo, Verneuil in Une manche et la belle, sia davanti alla cinepresa come assistente operatore nei film di Georges Lautner, girati agli Studios de la Victorine.


In questa mostra, il Museo Masséna invita a scoprire più di 250 stampe, una ricostruzione dello Studio Mirkine che si trovava in Tue de France 88, opere originali e archivi inediti attraverso un affresco estetico e storico che inizia nel 1933 e immortala mezzo secolo di cinema francese.

Da Mistinguet a Bardot, da Brasseur a Belmondo, da Abel Gance a Vadim, un crescendo che esalta il talento di Léo Mirkine, fotografo di set di Le Chanois, Pagnol, Carné o Clouzot, il ritrattista preferito di Sologne, Blier o Morgan, il fotografo di star internazionali e più di 160 lungometraggi, grandi classici.

Da Dieu créa la… femme di Roger Vadim a Les Diaboliques di Henri Georges Clouzot o Le testament d'Orphée di Jean Cocteau.

La mostra mette in luce questa saga familiare di cui Stéphane Mirkine (nipote di Léo Mirkine) ha assunto la funzione di messaggero.

Il Museo Masséna si trova in Rue de France 65 a Nizza ed é aperto tutti i giorni, tranne il martedì, dalle 11 alle 18.

Beppe Tassone

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