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Altre notizie | 17 giugno 2022, 07:00

Caldo e carenza di acqua: quali piante sulla terrazza o nell’alloggio?

Addio ai gerani e alle campanelle, è il momento delle piante grasse che sopportano il caldo e necessitano di poca acqua. Quali piante scegliere?

Caldo e carenza di acqua: quali piante sulla terrazza o nell’alloggio?

Anche il terrazzo e le stanze del nostro alloggio devono adeguarsi alle modifiche climatiche, all’innalzamento delle temperature ed alla scarsità delle piogge.
Così le piante da fiori, che da sempre hanno colorato i nostri ambienti, stanno velocemente lasciando il passo alle piante grasse che non necessitano di molta acqua e che sopportano le temperature anche alte.

Così viene spontaneo chiedersi con quali piante “sostituire” i gerani, le campanelle e le margherite e come ornare la propria casa.

Cactus e aloe sono scontati, ma possono dare dei problemi se vi sono bambini piccoli o animali da affezione per via delle spine.

Non bisogna lasciarsi prendere dal panico, di piante “facili da coltivare” che danno soddisfazione e che meno si bagnano, meglio è se ne trovano a bizzeffe.
Ecco, con l’aiuto delle informazioni tratte dal web, quattro consigli.




Sedum
Le piante del genere Sedum sono piante grasse, o meglio, piante succulente, davvero facili da coltivare. Sono dotate di piccoli tessuti “succulenti” che possono immagazzinare un grande quantitativo d’acqua.
All’aperto queste piante assorbono l’acqua durante i periodi di pioggia e la utilizzano quando serve in tempo di siccità. Grazie all’acqua e al tessuto carnoso, le foglie, le radici e i fusti si ingrossano e assumono forme diverse molto caratteristiche che possono ricordare delle rosette o delle piccole sfere.
Le piante succulente del genere Sedum sono adatte a vivere in condizioni di aridità. Ciò significa che non richiedono annaffiature frequenti e che sono in grado di sopravvivere anche quando ci si dimentica di loro.
Queste piante grasse vengono coltivate sia in vaso che in giardino. Le piante del genere Sedum crescono spontaneamente, soprattutto lungo i muri e nei giardini rocciosi, dove creano un effetto decorativo davvero spettacolare con le loro forme e colori.
Sono delle piante rustiche e di poche pretese. Sopravvivono sia al caldo e agli ambienti aridi che al freddo. Per evitare marciumi, soprattutto se coltivate in vaso, occorre scegliere dei terricci ben drenanti che evitino i ristagni. Dopo averle annaffiate occorre svuotare i sottovasi: le radici rischiano di marcire per la troppa acqua e di fare soffrire tutta la pianta.



Kalanchoe
La kalanchoe è una pianta succulenta, molto diffusa a fini ornamentali per l'eleganza delle foglie e i deliziosi fiori variopinti. Appartiene alla famiglia delle Crassulacee, originaria delle zone tropicali e subtropicali dell'Asia e dell'Africa, in particolare del Madagascar. Ne esistono circa 150 diverse varietà, che crescono ormai praticamente ovunque, ma la più diffusa è la cosiddetta kalanchoe blossfeldiana, chiamata comunemente calancola.
La kalanchoe blossfeldiana è una piccola pianta perenne che raggiunge i 30 centimetri d’altezza, caratterizzata da grandi foglie carnose, di colore verde lucente e dal margine dentellato. L’infiorescenza, dalla forma tondeggiante, si presenta con molti fiori piccoli e colorati: dal bianco al giallo al rosso passando per l’arancio e il rosato fino al viola.
Questo tipo di pianta è molto semplice da coltivare: é la tipica pianta da interni, che si adatta facilmente all’ambiente, garantendo una fioritura lunga e decorativa. Spesso abbellisce i nostri davanzali, ma può essere coltivata anche in giardino.
Fiorisce all’inizio della primavera, essendo una pianta brevidiurna, cioè una pianta che ha bisogno di circa 14 ore di buio al giorno per produrre i fiori.

Essendo una pianta grassa e di origine tropicale, la kalanchoe non teme la siccità. Al contrario, patisce i ristagni idrici. Il tipo di terreno che predilige è sciolto, ricco di torba e ben drenato. Quindi va benissimo il comune terriccio per le piante grasse, purché si abbia l’accortezza di integrarlo con inerti quali ghiaia e sabbia di fiume. Quest’inserimento è utilissimo per aumentare la capacità drenante del substrato, prevenendo l’insorgere di marciume radicale e gli attacchi dei parassiti.



Crassula ovata
La Crassula ovata, meglio nota con il nome di albero di giada, è una succulenta originaria dell’Africa meridionale e appartenente alla famiglia delle Crassulaceae. Quest’arbusto ha un fusto marrone chiaro e molto ramificato. Il fogliame è composto da foglie ovali, di un verde chiaro e molto carnose. Talvolta, il bordo può avere una colorazione rossastra. Solitamente si acquista in vasi contenenti piccoli esemplari e non raggiunge dimensioni superiori al metro d’altezza. La fioritura avviene tra la stagione primaverile e quella estiva; i fiori sono rosa o bianchi, ermafroditi, raggruppati a mazzetti in cima ai rami e sono a forma di stella. È bene ricordare che la Crassula ovata può essere messa a dimora sia in vaso ma anche in piena terra, basta prendere qualche piccolo accorgimento in più, riguardo la cura e la sua salute.
È una pianta da vaso estremamente diffusa, molto semplice da coltivare e nelle giuste condizioni assicura una fioritura ricca e molto decorativa.
Dicono gli esperti che l’unico modo per far morire una crassula ovata è quello di bagnarla troppo!



Dieffenbachia
La Dieffenbachia appartiene alla famiglia delle Aracee e il genere comprende una trentina di specie originarie dell’America tropicale.
È un arbusto sempreverde e perenne formato da un fusto carnoso, grosso, normalmente eretto, qualche volta prostato.
Le foglie, portate da lunghi piccioli carnosi semicilindrici, sono ovali, molto grandi, solcate da nervature ben evidenti.  Il colore varia dal verde chiaro al verde cupo, sempre interrotto da macchiettature e screziature in bianco, crema o giallo e in toni contrastanti che danno alla pianta un aspetto marmorizzato.
Fra le piante da appartamento più decorative si annovera senz’altro la Dieffenbachia per le sue belle foglie lucide marmorizzate.
Le annaffiature non devono essere eccessive perché i tessuti carnosi della pianta trattengono molta umidità: basta somministrare mezzo litro d’acqua (per esemplari di una certa mole), una volta alla settimana, facendo attenzione che il liquido eccedente che fuoriesce dal vaso non ristagni nel sottovaso.



Beppe Tassone

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