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Altre notizie | 12 novembre 2022, 07:00

Feste di Natale: dal foie gras allo champagne, i costi aumentano. Per i giocattoli una soluzione ci sarebbe…

Novità per le festività di fine anno: i prodotti tipici crescono. Novità per i giocattoli: in calo quelli cinese, tornano di moda quelli europei e aprono negozi che potrebbero fare la differenza

Villaggio di Natale a Nizza (foto di archivio)

Villaggio di Natale a Nizza (foto di archivio)

Che feste saranno? Se lo stanno chiedendo molte persone alle prese con i prezzi che, in alcuni casi, sono lievitati anche del 50%.
Proprio gli acquisti tipici del periodo natalizio sono quelli che risentono, più di tanti altri, delle fiammate dei prezzi che, in alcuni casi, rendono proibitivi gli acquisti.

A meno di un mese dall’Immacolata, che normalmente segna, anche in Francia, l’inizio delle festività con l’inaugurazione delle luminarie in molte località, mentre a Nizza fervono i preparativi per il Marché de Noel nel centro cittadino e le vetrine dei negozi si colorano, la “diversità” di questo Natale balza evidente.

 

Non sarà, quest’anno il Covid a dettare le regole, ma i prezzi che cambieranno le abitudini, da quelle gastronomiche a quelle degli acquisti dei regali.

Alcuni esempi: il foie gras, a causa del lievitare dei costi dell’energia, della diminuzione di produzione e dell’aviaria, vede i costi crescere del 25%. Che feste sono, in Francia, se sulla tavola non vi è il foie gras?
Il salmone (fiammata del 45%) risente della crescita dei costi dei mangimi, del lievitare di quelli dell’energia e del fatto che le scorte di surgelati, in Norvegia, sono ridotte al lumicino.
Non va meglio per lo champagne che costerà almeno il 5% in più per via dell’aumento del costo del vetro e immaginare “sua Maestà” venduto in cartoccio o in bottiglie di plastica, al pari della Coca Cola, è peggio di un’eresia!

 

Poi i giocattoli: quelli di provenienza cinese o comunque asiatica (peluche e similari) risentono dell’aumento dei costi dei trasporti ed anche della crescita del valore del dollaro rispetto all’euro, al punto che sono diventati convenienti i giocattoli di produzione francese o comunque europea.

Si stanno imponendo i mercatini “vide greniers” con una variante che rappresenta una novità: la vendita di giochi di seconda mano, sottoposti ad una perfetta manutenzione ed anche ad un’approfondita pulizia. Il loro costo si rivela inferiore a quelli nuovi anche del 40%.
Sono stati aperti, qua e là nel Paese, anche nel vicino Dipartimento del Var, dei grandi magazzini specializzati in giochi ed oggetti usati e perfettamente riportati a nuovo ed il successo che stanno riscuotendo è notevole.

Così come un buon risultato sta ottenendo l’anticipo degli acquisti approfittando delle super offerte di molti negozi e di molte catene di vendita: riguardano il secondo acquisto con riduzioni anche del 50%.

Insomma, feste di Natale che potrebbero cambiare le abitudini di molte persone, non è detto in peggio.
Poi se mancherà il foie gras ce ne faremo una ragione, nei negozi sono in vendita moltissimi paté, quasi tutti di provenienza italiana, con un costo assolutamente conveniente e se a tavola ci si troverà con una compagnia giusta…andranno benissimo.
Ma lo champagne in cartoccio, quello proprio no, è difficile immaginarlo. Già Paolo Conte ammoniva che “I francesi s’incazzano…”, c’è un limite a tutto!



Beppe Tassone

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