/ Altre notizie

Altre notizie | 31 dicembre 2022, 07:00

L’anno della svolta sbagliata!

Un 2022 contraddistinto dalle macerie, dalle violenze sulle donne, dall’inflazione che mangia i salari, dai costi che lievitano e dalle famiglie sempre più in difficoltà. Doveva essere l’anno della svolta: se c’è stata, è avvenuta dalla parte sbagliata!

Manifestazione a favore delle donne iraniane - Fotografia di Ghjuvan Pasquale

Manifestazione a favore delle donne iraniane - Fotografia di Ghjuvan Pasquale

Non è stato l’anno della svolta in positivo, il 2022: chi sperava in un cambio di velocità dopo ventiquattro mesi all’insegna della pandemia, non è stato accontentato.

Certo, si è assistito al boom del turismo, le persone hanno ripreso a circolare, i ristoranti hanno esaurito molto spesso i posti disponibili e, in certi momenti, era impossibile trovare un posto in hotel.

 

Ma non è stato sufficiente: da febbraio una guerra orribile, praticamente in diretta televisiva, entra quotidianamente nelle nostre case per testimoniare con immagini e racconti di morti, violenze, stupri, omicidi perpetrati da un popolo aggressore contro un altro aggredito.

Una guerra che ci riporta indietro nella storia a momenti tragici, con le sue fosse dove “gettare” più che seppellire i morti, le sue vittime incolpevoli e tutta l’arroganza di chi si sta macchiando (come capo o come soldato semplice) di crimini contro l’umanità.

Nemmeno troppo distante dall’Ucraina, le donne soffrono sotto i colpi di dittature pseudo religiose: chiuse in casa, costrette a portare il velo ed a subire angherie, uccise se si ribellano, allontanate dalle università perché la cultura fa paura, soprattutto agli ignoranti.

Non basta: l’Europa rischia sotto il peso di scandali legati sempre al dio denaro ed alla fregola di essere potenti, sotto l’incudine di ideologie che vorrebbero sfaldarla confidando nelle supremazie nazionali che ormai non esistono più (il Regno Unito insegna).

Certo, nel 2022 che sta chiudendo i battenti, qualche germoglio si intravvede qua e là: le manifestazioni che si sono riprese le piazze per rivendicare libertà e dignità, la coscienza che “fare” la guerra non porta da nessuna parte e condanna (giustamente) il Paese colpevole ad un futuro di miseria e di isolamento morale.

Ricordo, quando ero bambino, con quale stato d’animo venivano guardati i primi turisti tedeschi che giungevano in Italia: la guerra era finita da una quindicina di anni, ma era ancora viva nei cuori e nella mente e immagino cosa succederà ai cittadini russi quando le frontiere di casa loro si riapriranno.

Un 2022 contraddistinto dalle macerie, dalle violenze sulle donne, dall’inflazione che mangia i salari, dai costi che lievitano e dalle famiglie sempre più in difficoltà.
Doveva essere l’anno della svolta: se c’è stata, è avvenuta dalla parte sbagliata!



Beppe Tassone

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium