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Ambiente | 14 giugno 2023, 18:00

Alpes Maritimes: alla scoperta del territorio. Roquestéron e dintorni (Foto)

Montecarlonews propone luoghi, itinerari, passeggiate alla scoperta del Dipartimento delle Alpi Marittime. Le foto sono di Danilo Radaelli

Roquestéron e dintorni. Fotografie di Danilo Radaelli

Roquestéron e dintorni. Fotografie di Danilo Radaelli

Quella che Danilo Radaelli ci propone è una lunga sgroppata in bicicletta. La partenza è, come sempre, da Nizza e il primo villaggio ad essere toccato è Roquestéron.
Lungo la strada per Sigale si incontra un’interessante Capella e più avanti si gode della vista sulla Valle dell’Estéron.
Si giunge così al villaggio di Sigale da dove si prosegue per le gole di Riolan, con vista sull’omonimo ed all’omonimo torrente.
Da qui s’imbocca la strada con destinazione Collongues da dove s’intravede il villaggio di Sallagriffon.
Sulla strada del ritorno si giunge a La Penne da dove si giunge al col Saint Raphael da dove, attraverso un sentiero massacrante di 8 km, si scende a Touët-sur-Var. Durante lo spostamento il “nostro” s’imbatte in un cervo. Al ritorno a Nizza i chilometri percorsi sono stati 138 con un picco di 900 metri d’altezza.

Alcune informazioni su Roquestéron
Dopo la conquista romana, riporta Wikipedia, portata a compimento nel 14 a.C., l'imperatore romano Augusto organizzò le Alpi in province e il territorio dell'attuale comune di Roquestéron venne assegnato alla provincia delle Alpi Marittime e unito alla civitas di Glanate (Glandèves).

Alla fine dell'antichità, la diocesi di Glandèves riprese i confini di tale civitas.
Nell'alto medioevo nella zona operarono i monaci della potente abbazia di San Colombano di Bobbio ed al suo ricco feudo monastico, che già avevano fondato nel cuneese l'abbazia di San Dalmazzo di Pedona, nel VII secolo l'abbazia di Taggia e nel VIII secolo a Nizza il monastero di Cimiez.
Essi operavano in raccordo e con scambio di merci attraverso i valichi con i monaci dell'abbazia di Lerino, che da monaci eremiti avevano accolto la regola cenobitica di san Colombano diffondendosi anche fuori dall'isola.

Furono monaci famosi per la cultura, lo studio ed il lavoro, e per la riapertura di vie commerciali, la coltivazione intensiva con nuove tecniche agricole, bonifiche terriere e terrazzamenti, e la conservazione degli alimenti; tutte le fondazioni accoglieranno verso il IX secolo la regola benedettina.
Nel corso del medioevo Roquestéron fece parte della Borgogna Cisgiurana e poi del Regno d'Arles. Attorno al X secolo divenne parte della contea di Provenza, per poi passare ai re di Francia.

Nel 1760, la piazza militare francese è smantellata in seguito ai trattati del 24 marzo, che rettificavano le frontiere tra i regni di Luigi XV e di Carlo Emanuele III di Savoia, e Roquestéron viene ceduta dalla Francia alla Casa Savoia.
Il comune di Roquestéron venne annesso nel 1860 alla Francia, dopo il plebiscito nell'aprile del 1860, secondo le clausole del Trattato di Torino fra Vittorio Emanuele II, re di Sardegna e Piemonte e Napoleone III, imperatore dei Francesi, con cui era ceduto dal primo ministro Camillo Benso, conte di Cavour, il Contado di Nizza alla Francia, per il suo aiuto nella seconda guerra d'indipendenza e l'unità d'Italia.

La valle dell'Estéron si presenta come la Mecca degli sport acquatici ed offre la possibilità di dedicarsi sia alla pesca sportiva che al canyoning nelle generose acque di questo fiume; infatti è possibile fare più di 10 discese di tutti i livelli.



Beppe Tassone

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