Business - 13 febbraio 2025, 08:15

Monaco Economic Board: l'economia mondiale si orienta verso una stabilizzazione nonostante le turbolenze

Al Novotel Monte-Carlo la conferenza con Jean-Christophe Caffet venuto nel Principato per fornire ai colleghi del MEB le novità emerse dal colloquio Coface Rischio Paesi di Parigi

Martedì 11 febbraio al Novotel Monte-Carlo, il Monaco Economic Board (MEB), in collaborazione con Gramaglia Assurances e la Banque Populaire Méditerranée, ha organizzato una conferenza con Jean-Christophe Caffet. Il Capo Economista di Coface è venuto, come ogni anno, a fornire ai membri del MEB le principali informazioni emerse dal prestigioso Colloquio Coface Rischio Paesi che si era tenuto la settimana precedente a Parigi.

Jean-Christophe Caffet ha aperto la conferenza sottolineando l'attuale incertezza geopolitica, in particolare negli Stati Uniti, dove l'elezione di Donald Trump ha introdotto una volatilità significativa. Ha paragonato questa situazione a un "rinoceronte grigio", un evento allo stesso tempo probabile e dirompente che si tende a non volere, e che quindi richiede una vigilanza costante e aumentata.



Nonostante questo contesto incerto, l'economista osserva una stabilizzazione della crescita globale intorno al 2,7%, trainata principalmente dai paesi emergenti, che dovrebbe continuare nel 2026. Tuttavia, ha messo in guardia contro una disinflazione laboriosa, soprattutto in Europa, dove i margini delle imprese sono sotto pressione.

L'Europa continua a dover affrontare sfide significative, con una crescita stimata di appena l'1% entro il 2025. Le insolvenze d'impresa aumentano, soprattutto in Francia e in Italia, a causa del calo dei margini e di una produttività ancora al passo con i tempi che colpisce particolarmente l'industria ma anche a causa della frammentazione regolamentare e fiscale.

Negli Stati Uniti, le riforme di Trump, sebbene potenzialmente favorevoli a breve termine, comportano rischi a medio e lungo termine, in particolare per quanto riguarda il debito pubblico. Le misure protezionistiche e gli aumenti tariffari previsti potrebbero avere effetti a livello mondiale. Queste politiche potrebbero complicare le esportazioni cinesi e, con un rimbalzo, rafforzare la concorrenza nei mercati asiatici ed europei.

Alla fine della presentazione, Jean-Christophe Caffet ha tuttavia voluto dare prova di ottimismo nei confronti degli 80 responsabili delle decisioni presenti, in particolare per quanto riguarda l'Europa. Nota una presa di coscienza dell'urgenza di riformare, instillata dal rapporto Draghi, e un cambiamento della dottrina economica che si basa sul consumatore piuttosto che sul produttore, un'evoluzione che, secondo lui, va nella giusta direzione.

Cesare Mandrile