Negli ultimi anni, l’Europa ha registrato un elevato aumento delle infiltrazioni da parte della criminalità organizzata, soprattutto nei settori economici, finanziari e istituzionali. Se un tempo il fenomeno mafioso veniva circoscritto ai paesi d’origine (in primis Italia, Russia e Albania), oggi le organizzazioni criminali si sono evolute in vere e proprie holding del crimine, capaci di operare in tutto il territorio europeo.
Il fenomeno della globalizzazione, unito alle “maglie larghe” di alcuni sistemi normativi e all’utilizzo di strumenti elettronici avanzati, ha consentito alle organizzazioni di poter operare in molti casi quasi sottotraccia, riuscendo nel loro intento di investire e riciclare il denaro proveniente dalle attività illecite svolte.
Criminalità organizzata: un fenomeno sempre più pervasivo
Secondo l’Europol, oltre il 70% delle reti criminali attive in Europa ha una dimensione transnazionale. Questi gruppi operano contemporaneamente in più paesi e gestiscono attività criminali eterogenee, che spaziano dal traffico di droga a quello delle armi, passando per frodi fiscali, corruzione (soprattutto nell’ambito degli appalti pubblici) e investimenti immobiliari.
Il SOTCA, un report autorevole stilato nel 2021, evidenzia come le più pericolose mafie internazionali (italiana, albanese, russa e nigeriana) abbiano ampliato la loro influenza anche in Europa Centrale e Settentrionale: Olanda, Belgio, Germania, Austria e i paesi scandinavi sono diventati punti nevralgici del riciclaggio di capitali e del narcotraffico.
Organizzazioni criminali: le infiltrazioni nel tessuto economico e nel mondo finanziario
La capacità delle organizzazioni criminali di infiltrarsi nel mondo economico e finanziario, è certamente uno degli aspetti più preoccupanti e allarmanti. Quanto accaduto negli ultimi anni, poi, ha reso ancor più deboli molte imprese, schiacciate dalla pandemia e poi, nel 2022, da una spirale inflattiva come non si vedeva da cinquant’anni a questa parte. Tutto ciò ha creato terreno fertile per le infiltrazioni mafiose e il riciclaggio del denaro proveniente dalle loro attività illecite.
I fondi vengono reinvestiti in immobili, imprese, titoli finanziari o criptovalute, alternando gli equilibri del mercato e creando una concorrenza sleale per gli operatori onesti. In questo contesto, l’importanza delle normative antiriciclaggio Europa è a dir poco cruciale. L’Unione Europa ha emanato una serie di direttive antiriciclaggio che ha ampliato la definizione di reato, rafforzando le sanzioni e aumentando la responsabilità delle aziende.
Ndrangheta, la rete mafiosa più potente e globale
La Ndrangheta calabrese è considerata, attualmente, la più influente organizzazione criminale del mondo: a sostenerlo sono sia l’Europol che l’FBI, a testimonianza della pericolosità della medesima. Il fatturato della Ndrangheta è stimato attorno ai 50 miliardi di euro l’anno, provenienti, in primis, dal traffico di cocaina. Nel corso del tempo, l’organizzazione criminale calabrese ha saputo tessere una serie di contatti che le consentono di operare in Olanda, Svizzera, Regno Unito, Francia, Germania e persino in Canada e Australia.
Le inchieste delle procure italiane ed europee hanno messo in luce come il gruppo si infiltri nei settori legali attraverso prestanome, imprese di facciata e reti commerciali poco trasparenti. Gli investimenti in ristorazione, logistica, edilizia e persino energie rinnovabili sono una costante delle indagini antimafia condotte negli ultimi dieci anni.
Traffico di droga, il principale business delle organizzazioni criminali
Le organizzazioni criminali controllano, di fatto, anche i più importanti segmenti del traffico di droga. Alcuni porti europei come Gioia Tauro, Amsterdam e Anversa sono diventati cruciali per l’importazione di cocaina dall’America Latina. Abbastanza esplicativo quanto sta accadendo in terra belga, dove il traffico di droga ha causato un vertiginoso aumento degli episodi di violenza urbana, conditi, in alcuni casi, da sparatorie e attentati.
Oltre al traffico di droga, le organizzazioni criminali controllano anche il fenomeno della tratta di esseri umani, che riguarda in particolar modo donne e minori provenienti dai paesi più poveri. Queste reti criminali sono, di fatto, le stesse che controllano anche l’immigrazione clandestina nel Mediterraneo.
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