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Altre notizie | 02 febbraio 2026, 19:00

Dalla parte della gente: Saint-Paul de Vence, la Commedia umana tra arte, vita quotidiana e memoria

La “Commedia umana” di un borgo sospeso tra storia, arte e i ritratti autentici della sua gente. Fotografie di Silvia Assin

Scorci di Saint Paul de Vence, fotografie di Silvia Assin

Scorci di Saint Paul de Vence, fotografie di Silvia Assin

Saint-Paul de Vence non è solo una cartolina perfetta della Provenza: è un teatro di storie, volti e gesti quotidiani che si intrecciano con una tradizione artistica millenaria.

Arroccato sulle colline dell’Alta Provenza, il borgo medievale incanta con le sue mura antiche e le stradine di pietra dove, al di là degli atelier e delle gallerie, pulsa una vita vera, fatta di incontri, scambi, passioni e certezze semplici.

Da oltre un secolo, pittori e scrittori hanno trovato qui una luce speciale, capace di trasformare i colori del paesaggio in racconti senza tempo.

Marc Chagall scelse questo luogo per vivere e lavorare per quasi vent’anni, contribuendo con la sua arte a inscrivere Saint-Paul de Vence nella geografia dell’immaginario collettivo; oggi le sue opere risuonano nei musei e nella presenza stessa del villaggio.

Ma ciò che più sorprende chi vi arriva e che Silvia Assin coglie con la sua macchina fotografica, non sono solo i capolavori appesi alle pareti delle fondazioni e delle gallerie.

È la scena quotidiana intorno alla Place du Jeu de Boules, dove all’ombra degli olivi si gioca a pétanque tra risate, sorsi di pastis e conversazioni all’aria aperta, oppure nelle piccole botteghe dove l’artigianato e i prodotti locali sono testimonianza di un’identità che non si vende al primo turista.



Questo borgo, con i suoi scorci fioriti e la sua storia stratificata, dai fondi medievali all’epoca moderna, è in effetti una Commedia umana: un palcoscenico dove i protagonisti cambiano ma la scena resta viva, tra tradizione e innovazione. I visitatori passano, gli artisti arrivano, ma gli abitanti restano, giocano, conversano e custodiscono ogni giorno la memoria di un luogo che non smette di raccontare chi siamo.

In fondo, Saint-Paul de Vence è un invito a guardare oltre l’immagine ideale di una Provenza da cartolina: è una testimonianza che la bellezza autentica non è solo quella delle opere d’arte, ma quella degli sguardi e delle relazioni che si costruiscono tra le pietre e le vite di chi la abita.


Beppe Tassone

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