Cosa resta quando non si muore giovani? È questa la domanda al centro di Too Old to Die Young, mostra che celebra i trent’anni di La Station, lo storico spazio dedicato all’arte contemporanea a Nizza, attivo dal 1996.
Con il suo nome originario derivato da un vecchio distributore di benzina in boulevard Gambetta, La Station ha attraversato decenni di sperimentazioni, spostandosi in vari luoghi fino a stabilirsi dal 2009 nei 1000 m² degli ex magazzini frigoriferi della città.
L’esposizione, aperta dal 3 aprile al 31 maggio 2026 alla Citadelle – Centro d’arte e Museo di Villefranche-sur-Mer, riunisce quattordici artisti che riflettono sul mito della giovinezza perduta e sulla resilienza creativa.
Da Tom Barbagli, che ricrea sistemi naturali in installazioni immersive, a Jeanne Leclercq, che invita il pubblico a interagire con le sue sculture, fino ad Anne-Laure Wuillai, che miniaturizza mari e sedimenti per indagare la relazione tra uomo e natura, ogni opera racconta la bellezza dell’“oltre”, del residuo, della sopravvivenza artistica.
Con un approccio che mescola ironia e disincanto, La Station propone una cultura della marginalità “ragionevole”, dove il gesto creativo non mira allo spettacolo, ma al processo e alla riflessione.
Qui gli artisti emergenti trovano una piattaforma per dialogare con gallerie, musei e curatori, consolidando la città di Nice come nodo dell’arte contemporanea europea.
La mostra è ospitata nella fortificazione cinquecentesca della Citadelle, che dal 1981 funge da centro culturale, offrendo oltre tre ettari di spazi espositivi e residenze artistiche.
La collaborazione con La Station sottolinea la volontà di creare ponti tra generazioni, pratiche artistiche e pubblico, consolidando un percorso trentennale in cui l’arte non teme il tempo, ma lo abbraccia.
L’esposizione è un invito a riflettere sulla sopravvivenza, sull’evoluzione delle opere e sul senso della creatività quando il mito della giovinezza precoce è superato: un viaggio poetico tra residui, processi e immaginari collettivi.