Il giardino lussureggiante, ma ben coltivato e la terrazza sul mare sono già una introduzione a questa mostra.
“Il sentimento della natura”, una mostra coinvolgente, ludica e sensoriale a Villa Paloma, Nouveau Musée National de Monaco.
Il progetto espositivo immagina una conversazione aperta tra il famoso pittore classico francese, Poussin, che 4 secoli fa posò uno sguardo nuovo sulla natura e 40 artisti contemporanei, soprattutto italiani e francesi, con tante visioni diverse, ma con un unico approccio poetico.
Giorgio Andreotta Calo’ , “ Icarus”, 2023 - Rami di bronzo e bozzoli naturali
Qui gli artisti contemporanei mettono tra parentesi la preoccupazione ecologica per soffermarsi sulla bellezza fragile della natura.
Nei dipinti ad olio di Poussin la natura forma un tutt’uno, mentre nelle opere degli artisti contemporanei si specchia in tanti frammenti diversi.
Il curatore di questa scenografica mostra li fa giocare, fianco a fianco, in modo interessante e sorprendente, con installazioni, video d’arte, film, stampe fotografie analogiche con viraggi, stampe digitali a colori, tecniche miste, sculture, e pittura ad olio e acrilica di artisti di oggi.
Sono per la maggior parte italiani e francesi. In omaggio alla doppia cultura di Poussin: nato in Francia, artista di corte, ma vissuto per 40 anni nella Roma di metà del 600, culturalmente molto viva (paragonabile alla Parigi dei tempi di Picasso).
La natura secondo lo sguardo di Poussin era si diceva un tutt’uno armonioso, da studiare con gli schizzi e da riprodurre nei dettagli. Anche il cielo si accendeva di tante nuove sfumature.
Ange Leccia, “Il mare” 1991 - video, colori, muto, 4 minuti
Nelle opere contemporanee questo mondo si riflette in tanti frammenti di specchio (come si vede nell’inedita installazione concettuale di Giulio Paolini).
La mostra presenta 6 temi: la notte (con la luna) o il temporale, l’acqua e le cascate, i monti e le montagne, i deserti ed i vulcani, i fiori e le farfalle, i boschi ed i giardini.
Dell ‘ artista Angel Leccia, sono proiettati due video d’arte spettacolari e ipnotizzanti, uno intitolato come il quadro di Poussin “l’Orage”, ci immerge tra due pareti ad angolo dove son proiettati, sfasati, i lampi e tuoni fragorosi di un temporale; l’altro “il mare”, del 91, dove per 4 minuti, in un formato grandioso e da una prospettiva che lo trasfigura, si vede l’infrangersi dell’onda, e quella linea bianca che sempre diversa tra acqua e terra.
Giulio Paolini, “ l'Orage” 2025, opera inedita commissionata per la mostra (con frammenti di cielo) de “L’orage" di Poussin
A casa ho consultato curiosa un video dell’artista; dice che l’ha filmata su una spiaggia della sua Corsica (con uno sguardo cambiato da un viaggio in Giappone); nel video dice che non è un documentario sulla natura, ma uno sguardo d’artista sulla natura, rappresentato da questo infrangersi bianco, tra mare e terra, che ha bisogno di comunicare con un visitatore per esistere.
Ogni opera esposta in questa mostra ha bisogno dello sguardo di un visitatore e dà voglia di saperne di più