Nizza - 19 marzo 2026, 19:00

Costa Azzurra: alla scoperta del territorio. La Roquette sur Var (Foto)

Montecarlonews propone luoghi, itinerari, passeggiate alla scoperta del Dipartimento delle Alpi Marittime. Le foto sono di Danilo Radaelli

Roquette sur Var, fotografie di Danilo Radaelli

Escursione in bicicletta per Danilo Radaelli che ci accompagna alla scoperta di La Roquette su Var. 

La Roquette-sur-Var
C’è un punto, risalendo in bicicletta la valle del Var da Nizza verso l’interno, in cui il paesaggio cambia improvvisamente respiro.

La strada si arrampica, l’aria si fa più tersa e il Mediterraneo, pur lontano, continua a farsi intuire all’orizzonte. È qui che appare La Roquette-sur-Var, un villaggio arroccato come un nido d’aquila, sospeso tra le ultime propaggini alpine e la luce del mare.

Arrivarci in bicicletta significa conquistarlo lentamente, curva dopo curva, attraversando uliveti e terrazzamenti che raccontano secoli di lavoro umano.

Dall’alto, il borgo domina un panorama ampio che abbraccia le cime del Parco Nazionale del Mercantour e, nelle giornate limpide, lascia intravedere la linea azzurra della costa.

Il cuore di La Roquette è fatto di pietra e silenzi. Vicoli stretti, fontane antiche, un lavatoio che conserva ancora l’eco di una quotidianità contadina.

Qui il tempo non è scomparso: si è semplicemente adagiato. Nella piccola piazza, una partita a pétanque restituisce al viaggiatore quell’atmosfera conviviale tipica dei villaggi dell’entroterra nizzardo, dove la lentezza è ancora una forma di socialità.

Ma è nelle sue vestigia che il borgo rivela la profondità della sua storia. Le rovine di Castel-Vieil testimoniano un’occupazione antica, tra epoca romana e medioevo, quando questi rilievi rappresentavano un punto strategico di controllo e passaggio.

Poco distante, la Chiesa di San Pietro, con le sue forme barocche, racconta la stagione di una religiosità più recente ma altrettanto radicata, mentre la Cappella Notre-Dame del Bosc, risalente al XV secolo, custodisce una dimensione più intima e raccolta.

La storia di questi luoghi, tuttavia, affonda le sue radici ben oltre le architetture visibili. Già in epoca longobarda, il territorio era attraversato dall’opera dei monaci legati alla tradizione di San Colombano.

Gli stessi che avevano fondato importanti centri religiosi come l’abbazia di San Dalmazzo di Pedona nel Cuneese, quella di Abbazia di Taggia e il monastero di Cimiez.

Questi monaci non furono soltanto uomini di fede, ma anche instancabili costruttori di paesaggio: riaprirono vie commerciali attraverso i valichi alpini, svilupparono tecniche agricole avanzate, bonificarono terreni e introdussero i terrazzamenti che ancora oggi disegnano le colline.

In dialogo con l’abbazia di Lérins, contribuirono a creare una rete culturale ed economica che univa costa e entroterra, dal Ponente ligure fino alla Provenza.

Pedalare fino a La Roquette-sur-Var significa, dunque, attraversare una geografia che è insieme naturale e storica. Un viaggio breve nelle distanze, ma profondo nel tempo.

Qui la bicicletta non è solo mezzo di trasporto: è lo strumento ideale per entrare in sintonia con un territorio che chiede lentezza, attenzione e uno sguardo capace di cogliere i dettagli.

E mentre si riparte in discesa, con il vento che accompagna verso valle, resta la sensazione di aver toccato un equilibrio raro: quello tra uomo e paesaggio, tra memoria e presente. Un equilibrio che, in luoghi come questo, continua a resistere.