(Adnkronos) - La mobilità si è trasformata completamente negli ultimi anni, fino a diventare oggi un asset strategico per le imprese, al punto tale che su questo tema si registra un’evoluzione nei modelli decisionali e un coinvolgimento significativo di diverse funzioni aziendali. Questo quanto emerge dal Barometro delle Flotte Aziendali e della Mobilità, l’indagine annuale che analizza e anticipa i trend della mobilità professionale in Italia e in altri 32 Paesi europei ed extraeuropei, condotta da Arval Mobility Observatory, l’osservatorio sulla mobilità di Arval, in collaborazione con Ipsos*.
Un primo riscontro di questo scenario in trasformazione ci viene fornito analizzando i ruoli di coloro che hanno risposto all’indagine: se nel 23% dei casi si tratta dei fleet e mobility manager, nel 24% è invece direttamente il Ceo; seguono la funzione procurement (16%), il Cfo (14%) e Hr (7%). Sebbene il campione sia eterogeneo, tutti gli stakeholder convergono in maniera chiara su quelli che sono gli obiettivi aziendali in ambito mobilità, tra sostenibilità e ottimizzazione dei costi: per il 38% delle aziende, la sfida principale è infatti l’adeguamento alle politiche sui veicoli termici, per il 32% l’introduzione di veicoli ad alimentazioni alternative, per il 30% la mitigazione dell’aumento del Tco (Total Cost of Ownership).
In questo scenario, che deve bilanciare obiettivi aziendali ben definiti e complessità decisionale per raggiungerli, si trova la figura del fleet manager, al quale è richiesto di trovare un equilibrio tra esigenze economiche, ambientali e organizzative. Stando all’indagine di Arval Mobility Observatory, sono i dati lo strumento che corre in aiuto per aumentare la consapevolezza del contesto e indirizzare le scelte aziendali in tema mobilità. Emerge però che, ancora oggi, il ricorso alla telematica, adottata dal 44% delle aziende intervistate, è a supporto delle attività di gestione operativa della flotta (ad esempio, nel 33% dei casi per migliorare la sicurezza e lo stile di guida dei driver e nel 25% l’efficienza operativa). Più eterogeneo e meno esplicito è invece l’utilizzo dei dati come leva strutturata per le decisioni di medio-lungo periodo, come la revisione delle car policy, le scelte sulle alimentazioni o l’integrazione nei processi di reporting aziendale.
La decarbonizzazione si conferma un ambito sempre più centrale per le aziende: quasi la metà ha già definito obiettivi concreti o sta valutando di farlo; in questo contesto, il ruolo della mobilità dei dipendenti nel raggiungimento dei target di riduzione delle emissioni di CO2 risulta fondamentale per il 23% degli intervistati. La transizione energetica, di conseguenza, è oggi un tema strutturalmente presente nelle decisioni delle aziende italiane. Il 63% ha già introdotto veicoli ad alimentazione alternativa al termico e il 21% lo sta valutando, portando il totale delle aziende con volontà di percorrere questa strada all’84%. L’interesse verso veicoli a minore impatto ambientale è diffuso, ma si traduce in strategie operative differenziate. Le aziende adottano approcci graduali, spesso combinando più tecnologie all’interno della stessa flotta (ibrido 63% dei rispondenti, plug-in 52%, elettrico 39%), in funzione del contesto operativo, delle percorrenze, delle infrastrutture disponibili e delle politiche interne. Perché la transizione sia sostenibile anche a livello economico e produca la soddisfazione dei driver, occorre mettere al centro della discussione anche la gestione della ricarica.
In merito a questo tema, l’82% degli intervistati dichiara che ha preso o prenderà in considerazione soluzioni per dotare le sedi di infrastrutture di ricarica, il 64% ricorrerà alla ricarica pubblica e il 26% a sistemi di ricarica domestica. Anche la mobilità alternativa è ormai una realtà per le aziende italiane, utile per gli obiettivi di sostenibilità così come per offrire soluzioni diverse ai propri dipendenti. L’83% delle aziende dichiara di avere già adottato almeno una soluzione (tra cui car sharing, bike sharing, car pooling, app per la gestione di servizi di mobilità). Ancora una volta, tali opzioni si confermano complementari alla flotta aziendale tanto che il 93% degli intervistati prevede che nei prossimi tre anni, la propria flotta aumenterà o rimarrà stabile, anche a fronte dell’ampliamento della propria offerta di mobilità.
“Il Barometro 2026 restituisce un’immagine dove elettrificazione, sostenibilità ed efficienza sono obiettivi cruciali, che vivono all’interno di strategie pragmatiche con organizzazioni attente ad armonizzare sensibilità e disciplina finanziaria. I gestori aziendali chiedono ecosistemi più intelligenti, più connessi e più integrati, per una governance capace di semplificare la crescente complessità operativa e offrire una visione sistemica di flotte e mobilità” dichiara Massimiliano Abriola, Head of Consulting & Arval Mobility Observatory Italia.