Sabato 9 maggio aprirà al pubblico una delle manifestazioni di arte contemporanea più innovative, importanti ed influenti.
La Biennale di Venezia, dal 1895, ha subito esordito con un gran successo di pubblico, addirittura 200.000 visitatori, in un continuo crescendo di frequentazione ed osando sempre di più. Il titolo in italiano è “In chiave minore”, un titolo dal significato tanto aperto quanto enigmatico.
Ha una connotazione musicale, e nella cultura occidentale la tonalità minore farebbe pensare subito ad una musica che aggiunge un certo bemolle leggermente triste ad un brano altrimenti allegro.
Trattandosi però del titolo scelto da una nota curatrice africana di grande cultura, insieme ai suoi collaboratori, all’ombra di un secolare albero di mango, bisogna cercare un significato più profondo.
Non è detto che nella musica africana la tonalità minore abbia lo stesso significato. Sicuramente la musica non è poi l’unica spiegazione. La curatrice invita infatti i visitatori a respirare profondamente, a percepire con tutti i propri sensi, a rallentare ed a lasciarsi trasformare dalle opere. Non sempre l’arte più spettacolare è quella che innova di più.
Questa 61ª edizione si annuncia con tante novità: sarà aperto, oltre ai padiglioni dei Giardini, all’Arsenale navale ed a una ventina di spazi per gli eventi collaterali, anche Porto Marghera.
Ci sarà una vera e propria immersione scenografica nello spazio dell’Arsenale, intervallata da momenti di relax; ci sarà una grande attenzione alle risonanze di artisti che lavorano in Paesi diversi; soprattutto artisti della diaspora africana che vivono in Europa e negli Stati Uniti; in attenzione alle scuole d’arte, intese in senso ampio.
Ci saranno molte performance d’arte, soprattutto nel primo weekend della manifestazione. Alcune di queste performance saranno gratuite e si potrà accedere liberamente senza il biglietto della Biennale.
Nessun artista italiano sarà presente nella selezione ufficiale. E questo ha suscitato non poche polemiche. Bisogna però pensare che da una parte il mondo dell’arte è molto complesso (vedi il film di Orson Welles “F for Fake”, un film labirintico e difficile da decifrare quanto il mondo dell’arte).
Dall’altra, pensando sempre ad un film, “Aprile” di Nanni Moretti, ricordiamo che lamentava l’assenza di una grande scuola di tennis in Italia. E ora abbiamo un Sinner ed una grande scuola.
È possibile che interessanti artisti italiani siano sfuggiti all’attenzione della curatrice (scomparsa prima di terminare la sua ricerca).
Nel padiglione Italia (o padiglione centrale), invece, ci sono un'artista e una curatrice italiane: il padiglione, intitolato “Con te con tutto”, è affidato all’artista Chiara Camoni con la curatela di Cecilia Canziani.
Ne parleremo presto più in dettaglio, direttamente da Venezia, dopo averlo visitato.
A Venezia la Biennale non é solo negli spazi ufficiali o in quelli della ventina di eventi collaterali , ma ovunque; è “porosa” e dappertutto, nei 6 sestrieri ed isole, fruttivendoli, pescivendoli , ristoratori …diventano autori di installazioni d’arte nel loro negozio.
Anche chi non é del mestiere o curioso d’arte può trovare a Venezia, durante i sei mesi di Biennale, un buon filo conduttore per visitare la città fuori dai sentieri battuti. Purchè dedichi almeno 3 giorni di turismo slow a bighellonare tra questi spazi.