Ultim'ora - 26 maggio 2026, 10:01

Sicurezza stradale, prevenzione, alcolock e consapevolezza: appello da Confcom e Confmobilità Assomobilità

(Adnkronos) - Un incidente ogni tre minuti, oltre tremila morti in un anno e un obiettivo europeo ancora lontano: dimezzare vittime e feriti gravi entro il 2030. Sono i numeri Aci-Istat sull'incidentalità stradale a fare da sfondo all'incontro 'Responsabilità alla guida. Lavorare per la prevenzione a partire dalla consapevolezza', promosso a Milano da Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza, Confmobilità Assomobilità e Autobynet, nella sede di Palazzo Castiglioni. 

Nel 2024, secondo i dati Aci-Istat, in Italia si sono registrati 173.364 incidenti stradali con lesioni a persone, con 3.030 morti e 233.853 feriti. Nel primo semestre 2025 il quadro mostra un miglioramento, ma resta critico: ogni giorno sulle strade italiane si contano ancora 455 incidenti, 614 feriti e oltre 7 vittime. I lavori sono stati aperti da Marco Barbieri, Segretario generale di Confcommercio, che ha richiamato il valore di una mobilità più sicura e responsabile anche per il sistema delle imprese, del commercio e dei servizi: "In una fase complessa per il mondo del trasporto -ha detto- è importante mettere l'accento su pratiche intelligenti, capaci di incidere sulla sicurezza e sulla vita delle persone. Strumenti come l'alcolock possono contribuire a intervenire sulla cultura degli autisti e dei giovani". 

A seguire, Simonpaolo Buongiardino, presidente di Confmobilità e Assomobilità, ha ricordato l'impegno dell'organizzazione sui temi della sicurezza, già affrontati con iniziative dedicate all'angolo cieco dei mezzi pesanti e oggi rilanciati attraverso il confronto sull’alcolock: "La sicurezza ci sta a cuore e lo stiamo dimostrando -ha dichiarato Buongiardino-. Non basta introdurre obblighi: bisogna fare in modo che esistano dispositivi affidabili, officine competenti e una rete capace di accompagnare cittadini e imprese". Il confronto ha assunto un rilievo nazionale con il collegamento del vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha richiamato il valore dell'alcolock come strumento di responsabilizzazione e di recupero: "Le leggi possono e devono diventare più severe, ma non bastano da sole, anche perché non sempre sono applicate per come sono state concepite -ha ricordato Salvini-. La strada continua a uccidere troppe persone. Servono prevenzione, controlli, educazione e consapevolezza. Una sola vita salvata vale più di mille attacchi politici". E nel messaggio audio inviato all'incontro, il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha sottolineato come la sicurezza stradale si fondi non soltanto su regole e controlli, ma anche su comportamenti improntati alla prudenza, al rispetto reciproco e alla piena coscienza delle proprie azioni: "Il contrasto alle dipendenze e la promozione di corretti stili di vita rivestono un ruolo centrale -ha sottolineato-. Anche il progresso tecnologico offre un apporto decisivo, con soluzioni capaci di prevenire condotte incompatibili con la tutela della vita sulle strade".  

Al centro dell'incontro il rapporto tra sicurezza stradale, dipendenze e responsabilità individuale. Tra i comportamenti errati alla guida, Aci-Istat indica come principali la distrazione, il mancato rispetto della precedenza e la velocità troppo elevata, che insieme rappresentano il 37,8% delle cause. In questo quadro si inserisce anche l'alcolock, dispositivo collegato al sistema di avviamento del veicolo: il motore può partire solo dopo un test del respiro con tasso alcolemico pari a zero. Il sistema registra eventuali tentativi di manomissione e, nei casi previsti dal nuovo Codice della Strada, deve restare installato per almeno due anni. Il tema del fattore umano è stato approfondito da Federica Biassoni, co-direttore dell'unità di ricerca in Psicologia del traffico dell'Università Cattolica di Milano: "Nel sistema traffico interagiscono veicolo, infrastruttura e uomo -ha spiegato Biassoni-. Il fattore umano ha un peso notevole nell’incidentalità. C’è molto da lavorare sui comportamenti, senza dimenticare le infrastrutture". Biassoni ha richiamato anche i rischi legati a distrazione, stanchezza, rabbia, percezione alterata del rischio e assunzione di sostanze: "Non esiste un livello di alcol sicuro per guidare". 

Spazio anche alla dimensione europea, con la presentazione della campagna 'Sicuri e Sobri' dell'European transport safety council, illustrata in collegamento video da Antonio Avenoso, direttore esecutivo dell'Etsc, che ha richiamato l'importanza di strategie comuni per ridurre i rischi legati alla guida sotto l’effetto di alcol e sostanze alteranti. A portare una testimonianza dal mondo dello sport automobilistico è stata Rachele Somaschini, pilota di rally e istruttrice di guida sicura, intervistata da Pierluigi Bonora. Somaschini ha raccontato la propria esperienza sportiva e personale, segnata dalla convivenza con la fibrosi cistica, e il proprio impegno nella campagna 'Correre per un respiro' a sostegno della ricerca. Nel corso dell’incontro ha ringraziato Confcommercio Mobilità e Assomobilità per aver donato a tutti i presenti una copia del suo libro, il cui ricavato viene destinato alla ricerca sulla fibrosi cistica: "Dare il buon esempio è sempre una buona iniziativa -ha affermato-. Come istruttrice di guida sicura vedo quanto contino attenzione, postura corretta e capacità di prevenire le situazioni critiche". 

La prima tavola rotonda, moderata da Pierluigi Bonora, ha visto la partecipazione di Simonpaolo Buongiardino, Pietro Meda, presidente di Aci Milano e Aci Mobilità e Alessandro Finicelli, ceo di Autobynet, società distributrice di tecnologie alcolock. Finicelli ha spiegato come il nuovo quadro normativo abbia aperto una fase concreta di applicazione anche in Italia: "Servono dispositivi omologati, certificati, tarati periodicamente e installati da una rete di officine affidabili. L’obiettivo è dare una seconda possibilità, ma con strumenti in grado di garantire sicurezza e tracciabilità". Meda ha richiamato la necessità di una maggiore cultura della mobilità urbana, con particolare riferimento a Milano, alle biciclette e ai monopattini elettrici: "Il ritiro della patente -ha sottolineato- è la parte meno drammatica quando si verifica un evento grave. Dovremmo capire meglio la cultura dell’auto e della mobilità. In una città come Milano è difficile imparare davvero ad andare in bicicletta o in monopattino in sicurezza, tra pavé, binari e traffico intenso". Simonpaolo Buongiardino ha infine posto l'accento sulla necessità di informazione e formazione per indurre, in particolare i giovani alla conoscenza ed al rispetto del Codice della strada.  

La seconda tavola rotonda ha dato voce alla polizia stradale, alle istituzioni internazionali e alla formazione alla guida. Carlotta Gallo, dirigente della polizia stradale Lombardia, ha ricordato il lungo percorso compiuto sul fronte della prevenzione: "Le stragi del sabato sera erano davvero stragi. Il cammino è ancora lungo, ma alcuni risultati si vedono. La Polizia Stradale ha sempre puntato molto sulla prevenzione nelle scuole, ma resta fondamentale anche il ruolo della famiglia, soprattutto come esempio". Luciana Iorio, presidente del Forum globale sicurezza stradale, ha collocato il tema in una prospettiva più ampia, legata a regole e riabilitazione: "La società civile si fonda su regole, e questo vale anche nel traffico. Dalla conoscenza delle norme al loro rispetto, fino alla riabilitazione quando vengono violate, si copre tutto l’arco della nostra esperienza di mobilità". Secondo Iorio, l'alcolock può essere letto anche come strumento di riabilitazione amministrativa alla guida. 

A chiudere il confronto è stato Carmelo Abbate, direttore generale di D6, intervenuto in sostituzione del ceo Paolo Ciuffi per raccontare l’approccio del metodo Ciuffi alla guida consapevole: "Guardare l'orizzonte è una parte cruciale del metodo -ha spiegato-. L'obiettivo è rendere i guidatori più abili nella guida reale, non in pista. Guidare meglio significa consumare meno, ridurre le emissioni e aumentare la sicurezza". Particolarmente significativo anche l’intervento di uno degli studenti presenti all’incontro, del quarto anno del corso di meccatronica di Capac, che ha proposto l'introduzione di alcoltest nelle discoteche: un segnale di come il tema della prevenzione possa essere compreso e rilanciato proprio dalle nuove generazioni. 

Dal confronto è emersa una convinzione condivisa: la sicurezza stradale non può essere affidata soltanto alle sanzioni, né soltanto alla tecnologia: "Servono regole, controlli, educazione, infrastrutture più sicure e strumenti capaci di prevenire comportamenti pericolosi. Ma serve soprattutto un cambiamento culturale, che riporti al centro la responsabilità individuale", conclude Simonpaolo Buongiardino. 

 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)