Sport - 29 maggio 2026, 08:00

Olimpiadi invernali 2030, Lyon pronta a soffiare il ghiaccio a Nizza

Verso il trasferimento di tutte le gare su ghiaccio: tensioni politiche e nodo Allianz Riviera

La struttura originalmente prevista per ospitare le gare di hokey a Nizza

Le prove su ghiaccio delle Olimpiadi invernali 2030 potrebbero traslocare interamente a Lione, lasciando Nizza fuori da uno dei capitoli più rilevanti del programma olimpico.

È lo scenario che prende sempre più forma alla vigilia di una riunione decisiva del Comitato organizzatore (Cojop), secondo quanto riferito da diversi esponenti politici coinvolti nel dossier.

Il sindaco ecologista di Lione, Grégory Doucet, si è detto «molto soddisfatto dell’interesse crescente» per il territorio lionese, mentre Laurent Wauquiez, deputato e tra i promotori del progetto Alpes 2030, parla apertamente di «segnali tutti positivi» e di «grande fiducia» sull’esito delle trattative.

Un progetto ribaltato

Il piano iniziale prevedeva una chiara divisione geografica: sci al Nord, sport su ghiaccio al Sud. Un equilibrio che si è incrinato dopo l’elezione a sindaco di Nizza di Eric Ciotti, contrario all’utilizzo dello stadio Allianz Riviera come sede temporanea per l’hockey maschile.

Una posizione che ha costretto il Cojop a valutare soluzioni alternative, tra cui proprio Lione e, in seconda battuta, Parigi.

Secondo il presidente della Regione Auvergne-Rhône-Alpes, Fabrice Pannekoucke, l’impossibilità di separare le competizioni maschili e femminili di hockey potrebbe comportare lo spostamento dell’intero “polo ghiaccio”.

«Nulla è ancora definitivo, ma ci stiamo orientando verso questa soluzione», ha spiegato, indicando nelle prossime settimane il momento chiave per una decisione finale.



Lione in pole position
Nel frattempo, Lione ha messo sul tavolo un pacchetto di infrastrutture già esistenti: due piste di pattinaggio, una grande arena concertistica, un complesso sportivo, oltre alla LDLC Arena da 16.000 posti e al centro fieristico Eurexpo. Strutture che, secondo Doucet, hanno ricevuto «valutazioni molto positive» dagli ispettori del Cojop.

Non solo: la città si candida anche a ospitare il villaggio olimpico nell’area della Confluence e persino la cerimonia di apertura, ampliando così il proprio ruolo nell’evento.

La protesta di Nizza
Sul fronte opposto, cresce la tensione. Il sindaco Eric Ciotti denuncia una gestione «instabile e contraddittoria» del progetto olimpico e non esclude uno scenario clamoroso: l’esclusione quasi totale della regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra dai Giochi.

«Sarebbe un’incomprensibile mancanza di rispetto verso il nostro territorio», afferma, ricordando come la candidatura sia nata proprio da questa area.

Ciotti ribadisce la sua linea: nessuna concessione sull’Allianz Riviera, che, a differenza di quanto inizialmente promesso, resterebbe occupato per circa nove mesi, compromettendo una stagione sportiva e l’equilibrio economico della struttura.

Tra politica e sostenibilità

Il primo cittadino di Nizza punta il dito anche contro i costi eccessivi e le «promesse irrealistiche» delle precedenti amministrazioni, rifiutando qualsiasi progetto che comporti sprechi di denaro pubblico o decisioni calate dall’alto.

In una lettera inviata al presidente della Repubblica, Ciotti ha chiesto che il dossier venga gestito «con responsabilità e trasparenza», lontano da pressioni politiche e interessi privati, sottolineando inoltre il valore simbolico della città alla vigilia del decennale dell’attentato del 14 luglio 2016.

Un equilibrio ancora da trovare
Mentre Lione accelera e Nizza frena, il futuro del polo ghiaccio resta appeso alle prossime decisioni del Cojop. L’obiettivo dichiarato è chiudere il dossier entro un mese, ma la partita è ancora aperta e fortemente segnata da equilibri politici e territoriali.

Di certo, le Olimpiadi 2030 si confermano già oggi un terreno di confronto acceso, ben oltre lo sport