Business - 17 luglio 2026, 10:27

Alla Camera dei Deputati il confronto sul mercato dei compro oro e dell’oro da investimento

Digitalizzazione dei controlli, competitività fiscale e allineamento europeo al centro del convegno promosso su iniziativa dell’On. Giulio Centemero

Si è tenuta ieri, presso la Sala Salvadori del Palazzo dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, il convegno istituzionale “Mercato dei Compro Oro e Oro da Investimento. Digitalizzazione dei Controlli, Competitività Fiscale e Allineamento Europeo”, promosso dall’On. Giulio Centemero.

L’incontro ha portato al centro del confronto pubblico un comparto che unisce valore economico, sicurezza, tutela del risparmio, fiscalità, antiriciclaggio, tracciabilità dei beni e competitività internazionale. Il mercato dell’oro vive una fase di rinnovata centralità, legata alla crescita della domanda globale, all’instabilità geopolitica, alla ricerca di beni rifugio e alla necessità di rafforzare la trasparenza lungo l’intera filiera. In Italia il tema riguarda operatori, imprese, famiglie, fonderie, canali professionali, controlli fiscali, presìdi antiriciclaggio e sistemi di vigilanza economico-finanziaria.

Ad aprire i lavori è stato l’On. Giulio Centemero, Vicepresidente della Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe Tributaria, membro della Commissione Finanze e Presidente dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo – PAM, che ha richiamato il peso economico della filiera e la necessità di rafforzarne reputazione, controllabilità e competitività.

«La filiera dell’oro ha assunto un’importanza economica e strategica crescente. La crescita del valore dell’oro offre opportunità, ma espone anche a rischi più rilevanti, come riciclaggio, evasione fiscale, commercio irregolare, contraffazione dei documenti, provenienza illecita dei beni e concorrenza sleale. Un mercato trasparente e tracciabile tutela lo Stato, protegge i cittadini, rafforza gli operatori onesti e rende l’intera filiera più moderna e competitiva», ha dichiarato l’On. Giulio Centemero.

Il convegno ha affrontato il passaggio dai controlli documentali tradizionali a un modello più evoluto, fondato su dati interoperabili, registrazioni digitali, maggiore ricostruibilità delle operazioni e strumenti capaci di seguire il bene lungo i diversi passaggi della filiera: dall’acquisto alla cessione, dalla fusione alla raffinazione, fino alla trasformazione, all’esportazione o alla vendita finale.

Nel suo intervento il Col. t.SPEF Marco Stella, Comandante del I Gruppo del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, ha illustrato il ruolo della Guardia di Finanza nella tutela della legalità economico-finanziaria, nell’analisi delle segnalazioni di operazioni sospette, nelle attività ispettive e nel contrasto ai fenomeni di riciclaggio. Il contributo ha evidenziato anche le prospettive aperte da digitalizzazione, interoperabilità dei sistemi e utilizzo dell’intelligenza artificiale nei limiti dei vincoli giuridici, operativi e tecnologici.

Ampio spazio è stato dedicato alle esigenze operative del comparto OCO e OPO, composto dagli Operatori Compro Oro e dagli Operatori Professionali in Oro. Il confronto ha richiamato la necessità di standard nazionali, criteri applicativi omogenei, maggiore chiarezza amministrativa, ricevute più complete, pagamenti ricostruibili, sicurezza documentale, accesso ordinato al sistema bancario e strumenti equilibrati per affrontare il rischio di materiali dubbi o contraffatti.

Secondo il Dott. Alessandro Fazio, consulente strategico e imprenditore nel settore OCO e OPO, «il comparto ha bisogno di regole più chiare, più uniformi e più semplici da applicare e verificare. L’operatore corretto è il primo a volere controlli seri, perché le condotte irregolari danneggiano la reputazione di tutti. Servono standard minimi nazionali per ricevute, documentazione, sicurezza, pagamenti e conservazione dei dati. Il cittadino deve trovare un’operazione pienamente ricostruibile e l’impresa regolare deve poter lavorare in un quadro stabile, con criteri omogenei, accesso ordinato al sistema bancario e procedure sostenibili. La tecnologia può aiutare molto, attraverso fascicoli digitali, tracciabilità e controlli più verificabili, ma deve restare al servizio della legalità e della responsabilità umana».

Nel corso dei lavori è stato affrontato anche il tema della fiscalità dell’oro da investimento, con particolare attenzione alla competitività del mercato italiano rispetto ai principali benchmark europei. Una disciplina più chiara e coerente con la natura dell’oro come bene rifugio può favorire l’emersione delle transazioni, la corretta documentazione dei passaggi, la trasparenza verso il sistema fiscale e la crescita ordinata del comparto.

Il Prof. Marco Bacini Presidente del CTS per la Trasformazione Digitale di Regione Lombardia, ha proposto una lettura della trasformazione digitale come infrastruttura di fiducia per il mercato dell’oro, richiamando il valore del dato, la sicurezza informativa, l’interoperabilità e la possibilità di ragionare su uno standard nazionale del fascicolo digitale dell’operazione. «Negli ultimi anni abbiamo trasferito dentro il dato una parte crescente del valore economico, amministrativo e sociale delle nostre attività. Per il mercato dell’oro, la sfida è trasformare la digitalizzazione dei controlli in una infrastruttura di fiducia per istituzioni, operatori, sistema finanziario e cittadini», ha affermato il Prof. Marco Bacini.

Il Dott. Giovanni Bonati, Consigliere alla Transizione Digitale della Camera dei Deputati, ha approfondito il tema del passaporto digitale dell’oro, inteso come strumento per ricomporre dati, registrazioni e obblighi oggi distribuiti tra archivi, registri e canali amministrativi non sempre integrati. Il suo intervento ha richiamato la necessità di passare dalla logica dell’adempimento alla logica della verificabilità, valorizzando dati nativi digitali, certificati alla fonte e riutilizzabili nei limiti autorizzati.

«La vera innovazione consiste nel rendere verificabile ogni passaggio dell’oro, dalla sua origine alla destinazione finale. Il passaporto digitale del bene può ricomporre dati, registrazioni e controlli in una filiera più trasparente, interoperabile e controllabile», ha concluso il Dott. Giovanni Bonati.

Sono intervenuti anche l’Ing. Stefano Imperatori, Responsabile Pubblica Amministrazione e Mercati Regolamentati dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, e il Dott. Nunzio Ragno, Presidente di ANTICO – Associazione Nazionale Tutela Il Comparto Oro, contribuendo al confronto sui profili di certificazione, sicurezza, rappresentanza del comparto, antiriciclaggio, tutela degli operatori regolari e dialogo con le istituzioni.

L’iniziativa ha confermato la necessità di avviare una proposta di lavoro stabile tra Parlamento, amministrazioni competenti, Forze dell’Ordine, autorità di vigilanza, operatori qualificati e rappresentanze di settore. Rendere più moderno il mercato dell’oro significa rafforzare la qualità dei controlli, proteggere i cittadini, valorizzare gli operatori corretti, contrastare la concorrenza sleale e trasformare il comparto in un laboratorio di equilibrio tra sicurezza economica, innovazione digitale e crescita del mercato.

C.S.