Per anni è stata una scena immutabile della stagione estiva in Costa Azzurra: tender che fanno avanti e indietro tra il porto e gli yacht ancorati in rada per recuperare provviste, pezzi di ricambio o semplici acquisti dell'ultimo minuto.
Da agosto, però, questo rituale potrebbe iniziare a cambiare.
A Juan-les-Pins, sulla baia di Antibes, entra infatti in funzione uno dei primi servizi europei di consegna via drone dedicato esclusivamente alle imbarcazioni all'ancora.
A svilupparlo è la startup francese Flyde, che ha trasformato un'idea nata pochi anni fa in un'infrastruttura operativa destinata a servire il settore dello yachting.
Il principio è semplice: i pacchi arrivano al porto Gallice, vengono agganciati a un drone elettrico e trasportati fino allo yacht. Una volta raggiunta la destinazione, il velivolo non atterra mai sul ponte dell'imbarcazione, ma cala il carico con un sistema di verricello, riducendo i rischi e mantenendo sempre una distanza di sicurezza.
Meno attese, meno costi, zero emissioni locali
Dietro l'innovazione non c'è soltanto il fascino della tecnologia. Il servizio punta soprattutto a risolvere un problema logistico che interessa armatori, equipaggi e agenti marittimi.
Oggi, per ritirare anche un piccolo pacco, molti yacht devono mettere in acqua il tender, impiegare almeno due membri dell'equipaggio e dedicare circa mezz'ora all'operazione. Un'attività che comporta costi operativi significativi e consumi di carburante.
Con il nuovo sistema il drone percorre la tratta a oltre 60 chilometri orari e raggiunge l'imbarcazione in meno di quindici minuti, trasportando fino a otto chilogrammi di merce con alimentazione completamente elettrica.
L'obiettivo non è sostituire la rete logistica esistente, ma renderla più efficiente. Per questo Flyde lavora in collaborazione con gli agenti marittimi locali, integrando il servizio nella filiera già utilizzata dai grandi yacht.
Dal sogno di un ex finanziere a una startup della blue economy
Dietro il progetto c'è Pierre Deyris, ex professionista della finanza con una passione di lunga data per il mare. La società nasce nel 2022 con il nome Drones for Yachts, per poi diventare Flyde.
Il percorso, però, è stato tutt'altro che lineare. I prototipi iniziali prevedevano l'atterraggio del drone direttamente sul ponte delle imbarcazioni, soluzione poi abbandonata per motivi di sicurezza e affidabilità delle comunicazioni.
Dopo numerosi test con diversi costruttori, la startup ha sviluppato insieme all'azienda francese Kavok un velivolo dotato di galleggianti e di un sistema di sollevamento che consente di effettuare le consegne senza alcun contatto con lo yacht.
Voli autorizzati dopo un iter complesso
La sperimentazione è stata possibile solo al termine di un lungo percorso autorizzativo. Operare droni di queste dimensioni sopra aree portuali e specchi d'acqua richiede infatti il rispetto della normativa europea sull'aviazione civile e specifiche valutazioni dei rischi.
Ogni rotta è stata progettata per minimizzare i sorvoli delle persone, con corridoi aerei dedicati sopra il mare. I droni sono inoltre equipaggiati con sistemi in grado di rilevare il traffico nautico e di interrompere o modificare la missione in presenza di elicotteri o altre situazioni potenzialmente critiche.
Il piano: una rete lungo tutta la Costa Azzurra
Il servizio partirà inizialmente per alcuni giorni alla settimana, ma la startup punta ad aumentare rapidamente la frequenza delle operazioni.
È già prevista una seconda base operativa nel porto del Béal, a Cannes-Mandelieu, primo passo di un progetto più ambizioso: creare una rete di consegne via drone lungo tutta la Costa Azzurra, da Monaco fino a Ramatuelle.
Una prospettiva che potrebbe trasformare uno dei mercati nautici più importanti del Mediterraneo in un laboratorio permanente per la mobilità aerea a bassa quota e la logistica sostenibile.