Politica - 29 luglio 2026, 15:10

Il Governo di Monaco presenta la riforma sul Pilastro 2 OCSE: imposta minima del 15% per i grandi gruppi multinazionali

Depositato al Consiglio Nazionale un progetto di legge per recepire gli standard internazionali dell'OCSE e preservare le entrate fiscali del Principato.

Il Governo del Principato di Monaco prosegue l'adeguamento del diritto monegasco agli standard internazionali in materia di fiscalità delle imprese, portando avanti l'attuazione del Pilastro 2 dell'Azione 1 del progetto BEPS dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).

In questo contesto, il Governo ha depositato all'esame del Consiglio Nazionale un progetto di legge che prevede l'introduzione di un'imposta minima nazionale integrativa qualificata (Qualified Domestic Minimum Top-up Tax - QDMTT), in conformità con le regole elaborate dall'OCSE.

Il provvedimento introduce un livello minimo di imposizione effettiva pari al 15% per i gruppi di imprese multinazionali con un fatturato consolidato superiore a 750 milioni di euro.

Secondo il Governo del Principato, questa evoluzione consente di integrare nel quadro giuridico monegasco una misura riconosciuta a livello internazionale, riaffermando la volontà di tutelare gli interessi finanziari del Principato e di garantirne la competitività in un contesto fiscale in costante evoluzione.

Il Governo precisa inoltre che la riforma non introduce un nuovo onere fiscale per i gruppi multinazionali interessati. In assenza dell'attuazione della misura nel Principato, infatti, l'imposta complementare potrebbe essere riscossa da altre giurisdizioni aderenti al Pilastro 2 nelle quali tali gruppi dispongono di una filiale o della società capogruppo.

L'obiettivo principale della riforma riguarda quindi la sovranità fiscale di Monaco, affinché le entrate fiscali generate dalle attività svolte sul territorio del Principato restino a Monaco anziché essere percepite da giurisdizioni estere.

Il nuovo dispositivo contribuirà inoltre all'attrattività del Principato, poiché le imprese interessate potranno operare all'interno di un quadro riconosciuto dall'OCSE, evitando procedure amministrative e ulteriori obblighi di conformità che avrebbero potuto incidere sul loro insediamento a Monaco.

Redazione