Business - 04 agosto 2026, 17:00

Posta più cara dal 2027, aumenti fino al 6,7%: quanto costerà spedire lettere e pacchi

Ritocchi alle tariffe per garantire il servizio universale: cresce il prezzo dei francobolli, rincari più contenuti per i pacchi

Spedire una lettera o un pacco costerà di più. A partire dal 1° gennaio 2027 La Poste ritocca al rialzo le tariffe del servizio postale, con un aumento medio del 6,73% per la corrispondenza e del 4,1% per i pacchi inviati dai privati. Una decisione che arriva in un contesto ormai strutturale: il calo costante dei volumi di posta tradizionale.

L’annuncio, formalizzato a fine luglio, si inserisce nel quadro regolatorio definito dall’Arcep, l’autorità francese che supervisiona il settore.

L’obiettivo dichiarato è garantire la sostenibilità del servizio universale, cioè la raccolta e la distribuzione della posta sei giorni su sette su tutto il territorio nazionale, mantenendo standard qualitativi elevati nonostante la contrazione del mercato.

Nel dettaglio, i rincari riguarderanno tutte le principali tipologie di invio. La “lettre verte” da 20 grammi passerà da 1,52 a 1,67 euro, mentre la “lettre services plus” salirà da 3,47 a 3,67 euro. Anche la e-lettera rossa, il servizio digitale che ha sostituito il tradizionale francobollo prioritario eliminato nel 2023, aumenterà da 1,60 a 1,70 euro.



Più salate anche le raccomandate: per una spedizione standard da 20 grammi si passerà da 6,11 a 6,47 euro. Gli invii internazionali, fino a 20 grammi, cresceranno da 2,25 a 2,45 euro. Resta invece invariato il costo dell’opzione di tracciamento (“sticker suivi”), fermo a 0,50 euro.

Sul fronte dei pacchi, l’aumento sarà più contenuto ma comunque significativo: in media +4,1% per i Colissimo, sia per le spedizioni in Francia sia verso l’estero.

Dietro i numeri c’è una trasformazione profonda del settore. Il crollo delle lettere cartacee, sostituite sempre più da email e servizi digitali, ha eroso una delle principali fonti di ricavo della posta tradizionale. Da qui la necessità di riequilibrare i conti attraverso adeguamenti tariffari progressivi.

Nonostante i rincari, il peso della spesa postale nel bilancio delle famiglie resta limitato. Nel 2026, secondo i dati ufficiali, un nucleo domestico ha speso meno di 27 euro l’anno per servizi postali, cifra che dovrebbe addirittura ridursi dell’8,7% nel 2027, complice proprio il calo degli invii.

Intanto La Poste spinge sempre di più verso il digitale. Tra le opzioni disponibili c’è “Mon Timbre en Ligne”, che consente di stampare i francobolli direttamente da casa, con tariffe leggermente scontate in base al peso della spedizione.

Meno lettere, più servizi digitali e prezzi in salita: la posta cambia pelle, ma il conto, almeno in parte, resta a carico degli utenti.