Altro impegnativo giro in bicicletta quello che ci propone Danilo Radaelli, che ci condece in 4 luoghi che “meritano” di essere conosciuti: La Bollène-Vésubie, il Col de Turini, Peïra-Cava e Luceram.
C'è una Costa Azzurra che vive di spiagge, yacht e passeggiate sul mare. E poi ce n'è un'altra, più silenziosa e meno conosciuta, che comincia appena la strada si mette a salire.
Basta lasciare Nizza e dirigersi verso l'interno per entrare in un mondo completamente diverso. Boschi, vallate, tornanti, piccoli borghi arroccati e antiche strade di montagna disegnano un paesaggio che sembra lontanissimo dalla Riviera, anche se in realtà ne è il naturale prolungamento.
L'itinerario che unisce La Bollène-Vésubie, Col de Turini, Peïra-Cava e Lucéram è uno dei modi più suggestivi per scoprire questa parte delle Alpi Marittime.
La Bollène-Vésubie, il paese sospeso sulla montagna
La prima tappa è La Bollène-Vésubie, borgo costruito su uno sperone roccioso e circondato da montagne e foreste. Il paese conserva l'impianto tradizionale dei villaggi alpini, con vicoli ripidi, case addossate al pendio, antiche mulattiere e testimonianze di una vita per secoli legata all'agricoltura e alla pastorizia.
Il territorio comunale è particolarmente vario, con un'altitudine che passa da circa 465 metri fino a oltre 2.100. Una differenza che spiega la ricchezza dei paesaggi e degli ambienti naturali.
Tra le testimonianze della vita di un tempo c'è anche l'antico mulino per cereali, utilizzato dalle famiglie del paese per trasformare i raccolti in farina. Un dettaglio apparentemente piccolo che racconta meglio di molti monumenti la dimensione rurale di queste montagne.
La Bollène è anche una porta d'accesso privilegiata al massiccio dell'Authion, al Col de Turini e ai numerosi sentieri che attraversano le foreste circostanti.
Col de Turini, dove la montagna è diventata leggenda
Poi arriva il Col de Turini, a 1.607 metri di quota. Qui la strada diventa protagonista.
I suoi tornanti sono entrati nella storia dell'automobilismo grazie al Rallye Monte-Carlo, trasformando questo angolo delle Alpi Marittime in un luogo quasi mitologico per generazioni di piloti e appassionati.
Ma il Turini non appartiene soltanto ai motori. È una delle salite più conosciute anche dal ciclismo e rappresenta una delle porte d'accesso all'alta montagna dell'entroterra nizzardo.
La salita dal versante di Sospel misura circa 24 chilometri e supera i 1.200 metri di dislivello. Nel 2024 è stata inoltre inserita nel percorso del Tour de France.
La strada che arriva dalla Bollène-Vésubie attraversa una delle grandi foreste della zona. Curve dopo curve, il paesaggio cambia. Il Mediterraneo sembra scomparire, sostituito da abeti, pini e pareti rocciose.
Poi, improvvisamente, il panorama si apre.
È questo il fascino del Turini: trovarsi nel cuore della montagna e poter percepire, nelle giornate più limpide, la presenza del mare. Un confine geografico che qui diventa quasi invisibile.
Peïra-Cava, la montagna che guarda verso il Mediterraneo
Dal Turini si arriva a Peïra-Cava, località situata a circa 1.500 metri di altitudine e immersa in uno dei paesaggi forestali più suggestivi delle Alpi Marittime.
Il paese ha avuto una storia particolare. Nato anche intorno alla presenza militare, tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento si trasformò progressivamente in località climatica e di villeggiatura. Alberghi e ville testimoniano ancora quella stagione nella quale la montagna cominciava a essere scoperta come luogo di vacanza e di benessere.
Oggi Peïra-Cava è soprattutto natura.
Sentieri, percorsi nel bosco, escursioni e attività all'aria aperta attirano chi cerca un'alternativa al turismo della costa. E il panorama resta uno degli elementi più sorprendenti: da queste quote lo sguardo può passare dalle montagne del Mercantour fino al Mediterraneo.
È difficile immaginare, osservando il paesaggio, di trovarsi a poca distanza da Nizza e dalla Costa Azzurra più mondana.
Ed è proprio questa contraddizione a rendere Peïra-Cava interessante.
Lucéram, il borgo medievale che conserva la memoria
L'ultima tappa è Lucéram, uno dei borghi più caratteristici dell'entroterra nizzardo.
Arroccato a circa 650 metri di altitudine, il paese conserva un centro storico fatto di vicoli, passaggi coperti, case in pietra e antiche fortificazioni. La sua storia è legata anche alla strada del sale, l'antica via commerciale che collegava la costa alle vallate alpine.
La ricchezza accumulata nei secoli ha lasciato tracce importanti nel patrimonio religioso e artistico del paese, con cappelle, opere d'arte e testimonianze dell'architettura medievale.
Lucéram è conosciuta anche per una tradizione diventata una vera attrazione turistica: il Circuito delle Crèches, un percorso dedicato ai presepi che durante il periodo natalizio coinvolge il borgo e le sue frazioni, trasformando strade, piazze e angoli nascosti in una sorta di museo diffuso.
Ma Lucéram merita una visita anche lontano dal Natale. Il centro storico, i sentieri e il paesaggio circostante raccontano una parte della Costa Azzurra che spesso rimane fuori dai percorsi più battuti.
L'altra faccia della Costa Azzurra
La Bollène-Vésubie, il Col de Turini, Peïra-Cava e Lucéram non sono semplicemente quattro destinazioni da mettere in fila su una cartina.
Sono quattro modi diversi di raccontare la stessa montagna.
La Bollène conserva la memoria del mondo rurale. Il Turini porta con sé la leggenda dello sport e delle grandi strade alpine. Peïra-Cava racconta la scoperta della montagna come luogo di villeggiatura. Lucéram custodisce invece secoli di storia, architettura e tradizioni.
Insieme compongono un itinerario che permette di scoprire una Costa Azzurra lontana dalle immagini più conosciute.
Una Riviera senza spiaggia, ma con i boschi. Senza yacht, ma con i tornanti. Senza grandi alberghi, ma con piccoli paesi aggrappati alla montagna.
E soprattutto con una certezza: per capire davvero la Costa Azzurra, qualche volta bisogna smettere di guardare il mare e cominciare a salire.