Ambiente - 19 agosto 2026, 13:02

Gli alberi patrimoniali di Monaco, tesori verdi tra Monte-Carlo, Monaco-Ville e Fontvieille

Circa 1.000 alberi patrimoniali sui 16.000 censiti in Principato: tre itinerari botanici permettono di scoprire specie mediterranee ed esotiche provenienti da tutto il mondo

Foto: Jardin de la Petite Afrique, © Monte-Carlo Société des Bains de Mer.

Quando si parla del patrimonio di Monaco, il pensiero corre immediatamente al Palazzo dei Principi o al Casino di Monte-Carlo. Ma anche gli alberi rappresentano una parte importante del patrimonio della Principato. Sono circa 16.000 quelli censiti sul territorio, dei quali circa 1.000 sono riconosciuti come alberi patrimoniali e beneficiano di specifiche misure di tutela.

Oltre il 20% dei 208 ettari del territorio monegasco è costituito da spazi verdi, dove convivono specie mediterranee, come lecci, carrubi, agrumi e pini, ed essenze provenienti da diverse parti del mondo. Tra queste figurano il pino di Wollemi australiano, il pohutukawa della Nuova Zelanda e il dragonnier delle Canarie, favoriti dal clima di tipo subtropicale della Principato.

Ogni albero del Principato possiede un numero identificativo, riportato su una piccola targhetta fissata al tronco. Gli esemplari, presenti sia negli spazi pubblici sia in quelli privati, sono inseriti in un inventario che raccoglie informazioni sulla specie, l'età, lo stato sanitario e il gestore. Dal 2011, il “Code de l'arbre”, elaborato dal Governo del Principe, contribuisce alla conservazione del patrimonio arboreo.

Tre percorsi tematici permettono di scoprire alcuni degli esemplari più significativi a Monte-Carlo, Monaco-Ville e Fontvieille.

A Monte-Carlo, l'itinerario parte dal Jardin de la Petite Afrique, di proprietà di Monte-Carlo Société des Bains de Mer e situato in continuità con la place du Casino. Il giardino, progettato dal paesaggista Édouard André nel XIX secolo, ospita una decina di alberi patrimoniali.

Tra gli esemplari presenti spicca un Ginkgo biloba, conosciuto anche come “albero dei 40 scudi”, insieme a un Metrosideros excelsa, o pohutukawa, originario della Nuova Zelanda e caratterizzato da una fioritura rossa. Nel giardino si trova inoltre un pino di Wollemi, tra i primi esemplari della specie piantati in Europa, nel 2006.

Il percorso prosegue verso il Jardin japonais, dove sono presenti essenze nipponiche tra cui il pino bianco del Giappone, per poi raggiungere Villa Sauber e la chiesa di Saint-Charles, davanti alle quali si trovano imponenti Ficus macrophylla.

“Il pino di Wollemi è stato scoperto in Australia nel 1994, un'epoca recente dal punto di vista botanico. Lo abbiamo accolto nell'ambito del programma di conservazione della specie”, spiega Aurélie Varitto, chef technicien territorial presso la Direction de l'aménagement urbain di Monaco.

A Monaco-Ville, l'itinerario prende il via dalla place d'Armes e unisce l'interesse botanico alla scoperta storica del Rocher. Dopo aver costeggiato il Palais Princier, il percorso conduce ai Jardins de Saint-Martin, i più antichi di Monaco, creati nel 1816 dal principe Honoré VI.

Qui convivono piante locali e tropicali, tra cui un vaquois originario delle coste dell'Oceano Indiano, un oreopanax dalle foglie simili a quelle delle ninfee e un frangipani australiano. Proseguendo fino al fort Antoine è possibile ammirare un imponente carrubo, specie mediterranea considerata l'albero nazionale di Monaco.

A Fontvieille, invece, il percorso attraversa il parco paesaggistico situato nei pressi dello Stade Louis II. Lungo i suoi viali si incontrano numerose specie provenienti da diverse parti del mondo, tra cui il dragonnier delle Canarie, l'albero bottiglia originario dell'Australia e l'uccello del paradiso proveniente dal Sudafrica.

All'arrivo alla roseraie Princesse Grace, davanti alle aiuole di rose si trova inoltre un'eritрина crête de coq, specie originaria del Sud America.

La valorizzazione del patrimonio verde rappresenta anche una sfida quotidiana per la Principato. Secondo gli obiettivi della strategia nazionale per la biodiversità, la quota di spazi verdi da raggiungere entro il 2030 è fissata al 25%.

Per contribuire a questo obiettivo, la Direction de l'aménagement urbain lavora alla vegetalizzazione del maggior numero possibile di superfici nell'ambito dei progetti di sviluppo pubblico e privato realizzati sul territorio. Tra le soluzioni indicate figurano anche tetti-terrasse e fioriere collocate negli spazi di parcheggio.

“ A Monaco, un metro quadrato è già molto”, sottolinea Aurélie Varitto.

Un contributo significativo è arrivato anche dal nuovo quartiere Mareterra, costruito sul mare, che ha permesso di realizzare 6 ettari di giardini pubblici.

Tra il Jardin de la Petite Afrique, i Jardins de Saint-Martin e il parco paesaggistico di Fontvieille, gli itinerari dedicati agli alberi patrimoniali permettono così di scoprire una dimensione meno conosciuta della Principato. 

Un patrimonio vegetale nel quale specie mediterranee ed essenze esotiche raccontano, attraverso i loro luoghi di provenienza e la loro storia, la particolare ricchezza botanica di Monaco.

Redazione