Dal 1° settembre 2026 andare in farmacia in Francia potrebbe significare mettere mano al portafoglio più di quanto accada oggi.
La novità riguarda i farmaci ibridi e biosimilari: se il farmacista propone la sostituzione del medicinale di riferimento e il paziente rifiuta senza una motivazione medica valida, non sarà più applicato il tiers payant, il meccanismo che consente di non anticipare la quota coperta dall'Assurance maladie.
La misura, introdotta dalla legge di finanziamento della sicurezza sociale per il 2026, estende così ai farmaci ibridi e biosimilari una regola già in vigore per i generici. L'obiettivo dichiarato è aumentare il ricorso ai medicinali sostitutivi, contenere la spesa sanitaria e contribuire a evitare carenze di farmaci.
Che cosa succede alla cassa
La conseguenza è molto concreta: chi rifiuta la sostituzione dovrà pagare l'intero prezzo del farmaco in farmacia, per poi ottenere successivamente il rimborso dall'Assurance maladie secondo le regole previste.
E c'è un secondo elemento da non sottovalutare: in determinati casi il rimborso sarà calcolato prendendo come riferimento il prezzo del medicinale sostitutivo più costoso appartenente allo stesso gruppo. Se il farmaco originale costa di più, la differenza può quindi restare a carico del paziente.
Un esempio rende meglio l'idea: se il medicinale di riferimento costa 20 euro e l'ibrido 18, il paziente che rifiuta la sostituzione può essere chiamato ad anticipare tutti i 20 euro, ma il rimborso potrebbe essere calcolato sulla base del prezzo previsto per il gruppo di sostituzione.
Ibridi e biosimilari: non sono la stessa cosa
I farmaci ibridi contengono lo stesso principio attivo del medicinale di riferimento, ma possono differire, per esempio, per forma farmaceutica, dosaggio o modalità di somministrazione. In Francia il registro dell'ANSM conta attualmente 31 gruppi di farmaci ibridi sostituibili.
I biosimilari, invece, sono versioni altamente simili di medicinali biologici prodotti a partire da organismi o cellule viventi. La loro sostituzione in farmacia è consentita per un numero definito di molecole e all'interno dei gruppi individuati dalla normativa. Per esempio, tra i gruppi interessati figurano farmaci biologici come adalimumab e aflibercept.
Quando il paziente può dire no
La nuova regola non cancella la possibilità di escludere la sostituzione.
Il medico può indicare sull'ordinanza che il farmaco non è sostituibile quando esistono ragioni mediche giustificate. Per i biosimilari è prevista una motivazione espressa legata alla situazione clinica del paziente; per gli ibridi le condizioni sono più circoscritte e comprendono, tra gli altri casi, alcune controindicazioni a eccipienti o l'inadeguatezza della forma farmaceutica per bambini sotto i sei anni.
La novità, dunque, non è un obbligo generalizzato ad accettare qualsiasi sostituzione. È soprattutto un cambio di incentivo economico: dal 1° settembre, in assenza di una giustificazione medica, scegliere il medicinale di riferimento può significare anticipare il costo e, in alcuni casi, sostenere una parte della differenza di prezzo.
Una riforma che punta a spostare le abitudini dei pazienti e, nelle intenzioni dell'Assurance maladie, a rendere più sostenibile il sistema senza modificare gli standard di qualità, sicurezza ed efficacia dei medicinali sostitutivi.