Business - 20 settembre 2026, 07:00

La frontiera che fa la spesa: così i francesi attraversano il confine per risparmiare

Dalla pizza alla spesa del supermercato, passando per il tabacco: per un abitante delle Alpes-Maritimes l’Italia non è soltanto la meta della domenica. È diventata anche un pezzo del carrello quotidiano

La frontiera non è più soltanto una linea sulla carta. Per molti abitanti delle Alpes-Maritimes è diventata una sorta di corsia preferenziale del portafoglio. Si attraversa per un pranzo, per una cena, per comprare le sigarette, ma anche per riempire il carrello della spesa. E i numeri dell’Insee raccontano un fenomeno ormai strutturale.

Nel 2024 il 51% delle famiglie delle Alpes-Maritimes ha effettuato almeno un acquisto fisico con carta bancaria in Italia. Tra quelle che hanno attraversato il confine per comprare qualcosa, la media è stata di 18 operazioni nell’arco dell’anno, per una spesa complessiva di 960 euro. Un dato nettamente superiore alla media regionale, ferma a 740 euro e 15 acquisti.

La sorpresa è dentro il carrello. L’Italia viene spesso associata al turismo, alla ristorazione e alla Liguria del fine settimana. Ma per i residenti delle Alpes-Maritimes il supermercato pesa per il 31% della spesa effettuata oltreconfine.

A livello regionale, l’alimentare rappresenta il 24% degli acquisti in Italia, contro il 32% degli acquisti effettuati in Francia. Secondo l’Insee, il differenziale di prezzo di alcuni prodotti può spiegare almeno in parte questa propensione, citando in particolare l’alcol.



Non significa, naturalmente, che attraversare la frontiera renda automaticamente conveniente ogni prodotto.

Gli indici europei dei prezzi mostrano però una differenza di fondo: nel 2024 il livello dei prezzi alimentari era pari a 110,1 in Francia e 101,7 in Italia, assumendo come base 100 la media dell’Unione europea.

Sono valori nazionali, dunque non fotografano il prezzo del singolo supermercato o del singolo prodotto, ma aiutano a capire perché il confronto possa risultare interessante per chi vive a pochi chilometri dal confine.

Poi c’è il capitolo delle sigarette. In Italia i tabaccai rappresentano il 14% della spesa regionale effettuata con carta, percentuale che sale al 17% per le famiglie delle Alpes-Maritimes e del Var. L’Insee osserva che il tabacco costa generalmente meno in Italia e rileva che, tra il 2023 e il 2024, la spesa dei residenti della regione nei tabaccai italiani è aumentata di oltre il 35%.

La geografia aiuta a spiegare tutto. Ventimiglia, Bordighera e Sanremo non sono soltanto destinazioni turistiche: per chi vive a Mentone, Roquebrune-Cap-Martin o nell’area circostante possono diventare parte del circuito ordinario dei consumi. La distanza ridotta rende economicamente più facile confrontare prezzi, fare il pieno, pranzare o fermarsi al supermercato.

E la carta bancaria permette oggi di vedere ciò che un tempo restava nelle abitudini individuali. L’analisi Insee, realizzata utilizzando dati anonimizzati del Crédit Mutuel, mostra che gli abitanti delle Alpes-Maritimes da soli generano il 54% della spesa regionale effettuata in Italia. Complessivamente, tra Italia e Monaco, arrivano al 60% della spesa transfrontaliera della regione.

C’è dunque una piccola rivoluzione silenziosa lungo la frontiera. Non si tratta più soltanto di francesi che vanno in Italia perché amano la cucina ligure o cercano un fine settimana diverso.

Una parte della spesa domestica ha semplicemente cambiato indirizzo. E quando il supermercato dall’altra parte della frontiera diventa abbastanza vicino, anche pochi euro di differenza possono trasformare una gita in un’abitudine.