Escursione autunnale da parte di Danilo Radaelli che ci accompagna alla scoperta di tre villaggi del Dipartimento delle Alpi Marittime, non distanti da Grasse: Andon, Saint-Vallier-de-Thiey e Callian.
C'è una Costa Azzurra che non si misura in chilometri di spiagge, stabilimenti balneari e passeggiate sul mare.
È quella dell'entroterra, dove le strade si arrampicano fra le montagne, attraversano boschi e altipiani e raggiungono borghi nei quali la storia continua a scandire il ritmo della vita quotidiana.
È in questo paesaggio che si snoda il percorso ciclistico del nostro fotoreporter, un itinerario che lega Andon, Saint-Vallier-de-Thiey e Callian. Tre località diverse, accomunate da un patrimonio naturale e architettonico che restituisce un'immagine meno conosciuta del Sud della Francia.
Andon, la montagna a due passi dalla costa
Nelle Alpi Marittime, Andon si trova nel territorio delle Préalpes d'Azur. Il comune comprende anche le frazioni di Thorenc e Canaux, in un ambiente dove i rilievi montuosi, i pascoli e i boschi prendono il posto dei paesaggi costieri.
Qui la natura è protagonista: dalla stazione dell'Audibergue alla riserva biologica dei Monts d'Azur, il territorio invita a rallentare e a osservare.
Saint-Vallier-de-Thiey, fra storia e altipiani
Proseguendo lungo le strade dell'entroterra si incontra Saint-Vallier-de-Thiey, località legata alla Route Napoléon e porta d'accesso a un territorio di altipiani, valichi e panorami aperti. La bicicletta permette di coglierne la varietà: la fatica delle salite si alterna alla possibilità di fermarsi, guardare il paesaggio e scoprire le tracce di una storia antica.
I percorsi della zona, fra cui quelli che raggiungono il Col du Ferrier, sono apprezzati proprio per il loro carattere panoramico.
Il viaggio conduce infine nel Var, a Callian, borgo costruito attorno al suo castello medievale. Le case si stringono lungo vicoli e passaggi in salita, mentre le piazzette e i punti panoramici raccontano un'altra dimensione del territorio provenzale.
Qui la montagna lascia gradualmente spazio a un paesaggio diverso, fatto di colline, pietra e architetture che conservano il carattere dei villaggi storici.
Tre luoghi, dunque, per leggere un territorio che cambia a ogni curva.
Il racconto fotografico del nostro fotoreporter diventa così un invito a scoprire una Francia meno scontata, nella quale la bicicletta non è soltanto un mezzo per attraversare lo spazio, ma un modo per entrare in sintonia con i luoghi, coglierne le differenze e lasciarsi sorprendere da ciò che spesso sfugge a chi percorre queste strade troppo in fretta